Venerdì 11 Settembre 2026

Ecologia e Ambiente

Emergenza incendi Abruzzo: dal 15 giugno al 15 agosto bruciati 2.532 ettari di territorio. I nuovi dati di Legambiente e l'appello a Governo e Regione Abruzzo

22/08/2026 - Redazione AbruzzoinVideo
Emergenza incendi Abruzzo: dal 15 giugno al 15 agosto bruciati 2.532 ettari di territorio. I nuovi dati di Legambiente e l'appello a Governo e Regione Abruzzo

"Chiediamo che venga fatto al più presto luce e che si rafforzino controlli, monitoraggi e sanzioni penali contro chi appicca i roghi, la Regione Abruzzo applichi la gestione forestale sostenibile a larga scala e si aggiornino le linee guida per i Piani AIB delle aree protette nazionali”.

In Abruzzo è emergenza incendi: dal 15 giugno, inizio dell’attività AIB (Antincendio Boschivo), al 15 agosto 2026 sono andati in fumo 2.532 ettari di territorio pari a 3.546 campi da calcio, gran parte in aree naturali protette, e su un totale di 90.300 ettari bruciati in tutta Italia nello stesso periodo. Tredici gli incendi che si sono sviluppati in questi due mesi (15 giugno - 15 agosto) nel territorio abruzzese, ma i dati sono in continuo aggiornamento.

A lanciare l’allarme è Legambiente che oggi diffonde i dati aggiornati del suo report Italia in Fumo, con un focus dedicato all’Abruzzo duramente colpito dai roghi, rilanciando le sue proposte al Governo: più prevenzione, maggiori controlli e sanzioni e un aggiornamento immediato delle linee guida per i Piani AIB delle aree protette nazionali. Ma anche la Regione Abruzzo deve fare di più per la gestione forestale sostenibile del suo territorio di oltre 475 mila ettari di foreste e un indice di boscosità regionale del 44%. A bruciare in questa regione dall’inizio dell’estate sono soprattutto diversi territori ricadenti in aree protette, dal Parco nazionale della Majella al Parco regionale del Sirente Velino al Parco nazionale D’Abruzzo, Lazio e Molise. Tre polmoni verdi di natura protetta, il primo con 30 anni di storia, il secondo con 37 anno e il terzo ultracentenario dove vivono specie protette tra cui l’orso bruno marsicano.

“Le fiamme che hanno devastato il Monte Morrone, nel cuore del Parco nazionale della Majella, e quelle che nei giorni hanno mandato in fiamme il Parco regionale del Sirente Velino a Lucoli e a Rocca di Cambio, e la pineta nella Valle del Giovenco vicino al piccolo comune di Bisegna (AQ), nel Parco Nazionale D’Abruzzo, Lazio e Molise, rappresentano una nuova ferita al cuore naturalistico degli Appennini e dell’Italia. A distanza di un anno dal terribile incendio che la scorsa estate ha colpito il Parco nazionale del Vesuvio, altri parchi nazionali e regionali bruciano per colpi di incendiari e di gente senza scrupoli. E ancora una volta a pagare lo scotto maggiore è l’ambiente e la biodiversità, insieme alle comunità locali che vivono in questi territori. Chiediamo immediatamente che venga fatta luce su quanto accaduto e che sul fronte aree protette si rafforzino i controlli e le sanzioni penali, si rafforzi l’impegno della Regione Abruzzo per il suo patrimonio forestale e si aggiornino le linee guida per i Piani AIB delle aree protette nazionali”, dichiarano Antonio Nicoletti responsabile nazionale aree protette di Legambiente e Donatella Pavone, direttrice Legambiente Abruzzo. Dall’Abruzzo Legambiente rilancia anche un appello a livello nazionale al Governo chiedendo di colmare i ritardi dell’Italia sul fronte emergenza incendi.

È importante che si lavori al più presto per superare le attuali fragilità gestionali e le vulnerabilità territoriali, quest’ultime legate a crisi climatica, abbandono delle aree rurali interne e montane e insufficienza delle politiche pubbliche di prevenzione. Occorre garantire la piena applicazione della legge quadro sugli incendi boschivi 353/2000, (poi aggiornata nel 2021), prevedere monitoraggi capillari e un efficace sostegno ai comuni per l’aggiornamento del catasto delle aree percorse dal fuoco per rendere efficaci le limitazioni ed i vincoli previsti dalle norme, insieme a un coordinamento più forte della protezione civile nazionale, dati aggiornati e informazioni trasparenti sui costi annui della lotta AIB. Inoltre, è fondamentale che la Penisola si doti un sistema nazionale trasparente e di facile consultazione, equivalente all’Europeo EFFIS/Copernicus, che fornisca informazioni utili sulle aree percorse dal fuoco, sui costi dei danni e sulle spese affrontate per lo spegnimento e la prevenzione.

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