C'è un borgo in provincia di Chieti dove ogni vicolo custodisce un ricordo, ogni piazzetta conserva un volto e ogni muro diventa una tela capace di tramandare la memoria di un'intera comunità. Vi raccontiamo di Treglio, il borgo degli affreschi, che anno dopo anno continua a trasformarsi in un autentico museo a cielo aperto, dove l'arte non si osserva soltanto: si vive.
Si è conclusa da qualche giorno, con grande partecipazione e altrettanta emozione la 26ª Settimana dell'Affresco, appuntamento ormai simbolo dell'identità del paese, che ha lasciato in eredità due nuovi affreschi, una raffinata decorazione privata e il restauro di una delle opere storiche del percorso artistico che attraversa il centro storico.

Non semplici dipinti, ma racconti. Ogni affresco nasce infatti dall'ascolto delle storie delle famiglie che abitano quelle case, dei mestieri di un tempo, delle tradizioni contadine, dei ricordi tramandati di generazione in generazione. È così che il patrimonio immateriale di Treglio prende forma e colore, trasformando le abitazioni in pagine di un libro che continua a essere scritto anno dopo anno. Passeggiare tra le stradine del borgo significa compiere un viaggio nella memoria collettiva, lasciandosi guidare dalle immagini che raccontano il lavoro nei campi, la vita quotidiana, gli antichi riti, gli affetti e quella cultura popolare che rischierebbe di andare perduta se non fosse custodita con tanta cura.

L'edizione 2026 ha avuto anche un significato speciale grazie al coinvolgimento degli studenti dell'Istituto Comprensivo "G. D'Annunzio" di Lanciano. Accompagnati dagli artisti e dal maestro Giovanni Sogne, i ragazzi hanno vissuto tutte le fasi della tecnica dell'affresco, dalla preparazione dell'intonaco alla stesura dei colori, fino alla realizzazione dell'opera. Un'esperienza che va ben oltre un laboratorio artistico: è stata una vera lezione di appartenenza, durante la quale i più giovani hanno potuto lasciare un segno concreto nel patrimonio culturale del territorio, diventando parte di una tradizione che da oltre un quarto di secolo continua a rinnovarsi.

«È passata una settimana dalla conclusione dei lavori e c'è voluto un po' per riorganizzare le idee perché un traguardo così straordinario è il frutto di una profonda sinergia – commenta la presidente dell'associazione Treglio Affresco, Antonella D'Addario –. Il nostro grazie più grande va a Giovanni Sogne e a tutti gli artisti intervenuti, che con la loro maestria e generosità hanno trasformato la materia in pura emozione. Grazie anche ai nostri ragazzi che, con incredibile costanza, passione e maturità, hanno accettato questa sfida artistica. Siete il futuro di questa tradizione».
La presidente ha poi rivolto un sentito ringraziamento all'Amministrazione comunale per il patrocinio e la collaborazione, alla Pro Loco di Treglio, all'azienda La Vinarte, alle famiglie che hanno aperto le proprie case e condiviso le loro storie, e ai volontari dell'associazione che hanno reso possibile ogni fase dell'iniziativa.
Per il sindaco Massimiliano Berghella, la Settimana dell'Affresco rappresenta molto più di una manifestazione culturale. «Ogni nuovo affresco è un atto d'amore verso Treglio. Non stiamo semplicemente arricchendo il paese con nuove opere d'arte, ma continuiamo a custodire e tramandare la nostra identità. Le pareti delle case diventano pagine di memoria, raccontano le storie delle famiglie che qui hanno vissuto, lavorato e costruito la comunità che siamo oggi. È questo che rende Treglio unico: un borgo che non dimentica le proprie radici e sceglie di raccontarle attraverso la bellezza. La partecipazione dei giovani ci consegna inoltre la certezza che questa tradizione avrà un futuro, perché quando un ragazzo realizza un affresco non dipinge soltanto un muro, ma diventa custode della storia del suo territorio».
Ed è proprio questo il valore più profondo della Settimana dell'Affresco: fare dell'arte uno strumento di memoria, di identità e di comunità. A Treglio il tempo non cancella i ricordi. Li trasforma in colore, li affida ai muri del paese e li consegna, anno dopo anno, agli occhi di chi arriva e a quelli di chi continua a chiamare questo borgo casa. Perché qui gli affreschi non decorano soltanto le facciate: raccontano l'anima di un'intera comunità.
