Lunedì 15 Dicembre 2025

Cultura

Treglio, 25 anni di arte e storie di vita, la Settimana dell’Affresco è un inno alla bellezza condivisa

26/07/2025 - Redazione AbruzzoinVideo
Treglio, 25 anni di arte e storie di vita,  la Settimana dell’Affresco è un inno alla bellezza condivisa

Cinque nuovi affreschi, decine di mani al lavoro, un’intera comunità che trasforma i muri in storie da tramandare. E il borgo parla ancora, più forte che mai.

C’è un borgo in Abruzzo dove i muri non invecchiano. Si trasformano. Raccontano. Ricordano. A Treglio, la Settimana dell’Affresco è arrivata al suo 25° anno di vita, ma l’entusiasmo è quello della prima volta. Anzi, di più. Perché qui la passione non si consuma, si rinnova. E il cuore del paese continua a battere con i colori della calce, dei pigmenti e delle emozioni.

Dal 20 al 26 luglio, tra cantieri, laboratori ed eventi, cinque nuovi affreschi sono andati ad arricchire il patrimonio dei "vicoli parlanti", portando il totale delle opere censite a 127. Cinque nuove storie incastonate tra le case, che raccontano famiglie, mestieri, paesaggi e sogni.

Treglio, oggi più che mai, si conferma l’unico paese dipinto d’Italia dove ogni opera è realizzata esclusivamente con la tecnica dell’affresco. "Desidero ringraziare con il cuore tutti coloro che rendono possibile questo sogno collettivo – ha dichiarato Antonella D’Addario, presidente dell’associazione Treglio Affresco –. Dai partecipanti pieni di entusiasmo ai soci che condividono con me ogni follia creativa, fino all’Amministrazione comunale che non ci ha mai fatto mancare il suo supporto. Ma un ringraziamento speciale va a Giovanni Sogne, il nostro faro di esperienza, pazienza e generosità".

 

Proprio il maestro Sogne, riferimento nazionale nella tecnica dell’affresco, ha voluto sottolineare lo spirito unico che anima Treglio: "Conosco tanti paesi dipinti che si sono spenti dopo l’entusiasmo iniziale. Qui accade l’opposto: ogni anno cresce la passione, aumenta il coinvolgimento, si moltiplicano le energie. I ragazzi non stanno curvi sui telefoni, ma si sporcano le mani, imparano, partecipano. Ed è merito di un’associazione competente, ospitale e instancabile, ma anche di un’Amministrazione che sostiene davvero, nei fatti, questo progetto raro e prezioso".

E proprio i giovani sono stati i protagonisti più luminosi di questa edizione. Manuela Prestileo, alla sua prima esperienza nei cantieri, lo racconta con occhi ancora pieni di calce e gioia: "È stata una settimana di immersione, non solo nella pittura, ma in un clima umano straordinario. Ho incontrato un gruppo di ragazzi fantastici, pronti a imparare, a condividere, a ridere insieme. La cordialità e l’ospitalità che ho trovato a Treglio sono state il vero colore che ha dato luce a ogni giornata".

Oltre ai cantieri, anche gli eventi collaterali hanno raccolto grande partecipazione: dalla mostra fotografica alla presentazione del libro di Giulia Fars, fino al picnic letterario, che ha trasformato il borgo in un salotto a cielo aperto, tra parole, cibo e sorrisi.

"Un applauso immenso ai nostri allievi – ha aggiunto con commozione Antonella D’Addario – che con la loro energia hanno reso tutto più bello. Vederli abbandonare i telefoni per scegliere il gioco, la calce, la compagnia, è la nostra più grande ricompensa. E un grazie speciale alle famiglie di Treglio, che ci hanno coccolato e accolto in questi giorni intensi: la vostra ospitalità è il nostro carburante". Nel cuore di Treglio, i muri continuano a parlare. Parlano di appartenenza, di memoria, di identità collettiva. Lo fanno da 25 anni, da quando tutto cominciò grazie alla visione del maestro Vico Calabrò e alla sua Scuola dell’Affresco. Da allora, il borgo è cambiato, ma non l’amore della sua gente, che continua a chiedere affreschi per raccontarsi e tramandare.

Miriana Lanetta

 

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