Domenica 15 Febbraio 2026

Cultura

Lanciano, il saggio di fine anno degli allievi del Sistema Abreu della Scuola Civica di Musica Fedele Fenaroli

28/05/2025 - Redazione AbruzzoinVideo
Lanciano, il saggio di fine anno degli allievi del Sistema Abreu della Scuola Civica di Musica Fedele Fenaroli

Un progetto educativo e sociale di grande valore sostenuto con convinzione dall’amministrazione comunale: grazie alla Scuola Civica di Musica, tanti bambini fragili trovano nella musica un rifugio, uno strumento di espressione e un ponte verso l’inclusione.

Si è tenuto a Lanciano, nei locali della Scuola Civica di Musica “Fedele Fenaroli”, il saggio di fine anno degli allievi del Sistema Abreu, progetto educativo e sociale che, pur concludendosi ufficialmente a giugno con la chiusura dell'anno scolastico, ha già mostrato con forza tutto il suo valore.

Nato sull’esempio del modello venezuelano ideato da José Antonio Abreu, il Sistema è stato attivato a settembre 2023 dalla Scuola Civica grazie alla visione del presidente e direttore artistico, il Maestro Roberto De Grandis, e con il sostegno concreto del Comune di Lanciano,  che ha subito creduto nell’efficacia di un approccio che usa la musica come strumento di crescita e integrazione.

Il progetto, finanziato dall’Assessorato alle Politiche Sociali con 24.956,16 euro per il biennio 2023-2025, è rivolto gratuitamente a bambine e bambini tra i 4 e gli 11 anni, con particolare attenzione a chi vive situazioni di disagio o con fragilità sensoriali e psicosociali. Tra gli obiettivi generali del progetto, spiccano l’inclusione sociale, l’integrazione tra soggetti di diversa provenienza culturale e la creazione di gruppi di lavoro ampi e coesi, come un’orchestra: un luogo dove le differenze e le disuguaglianze si annullano, lasciando spazio a una comunità disciplinata, rispettosa e inclusiva. L’ambizione è quella di formare cittadini migliori, attraverso l’educazione al bello, alla musica e al rispetto reciproco. Sul piano musicale, il percorso punta a far vivere ai ragazzi il piacere di suonare insieme, sviluppando al tempo stesso la tecnica strumentale e potenziando le aree emotive, motorie e sociali. L’attività orchestrale contribuisce inoltre a migliorare concentrazione, memoria e attenzione, spesso compromesse dall’uso eccessivo di dispositivi digitali e, nei casi più delicati, anche dall’avvicinamento a comportamenti a rischio.

Durante il saggio, gli allievi hanno mostrato i progressi ottenuti nel corso dell’anno, ma soprattutto hanno dato prova di qualcosa di più prezioso: serenità, concentrazione, rispetto per gli altri.

Un risultato che va oltre le note musicali, perché imparare a conoscere uno strumento, per molti di loro, significa impegno, dedizione ma anche conoscersi,  trovare un equilibrio, sentirsi parte di un gruppo.

“La musica è uno strumento potente – ha commentato l’assessore Cinzia Amoroso, coordinatore cittadino della Lega  – perché non giudica, non esclude, non impone. Aiuta i bambini a sentirsi accettati, ad esprimere se stessi, a superare ansie e difficoltà senza pressioni. La Scuola Civica di Musica sta portando avanti un progetto inclusivo vero, concreto, che sta già facendo la differenza. La nostra amministrazione comunale, guidata dal sindaco Filippo Paolini, è impegnata da sempre e con convinzione nel promuovere politiche di inclusione che coinvolgano le fasce più fragili della popolazione, dai bambini agli anziani, in ogni ambito della vita sociale, culturale ed educativa. Progetti come il Sistema Abreu rappresentano esattamente il tipo di iniziativa che vogliamo sostenere e di cui siamo davvero fieri".

E in effetti, nel piccolo auditorium della Scuola, genitori a partecipanti hanno assistito a qualcosa che è andato oltre il semplice saggio. Ogni nota, ogni esitazione, ogni sguardo complice tra gli allievi e i loro docenti raccontava un percorso fatto insieme, in cui la musica ha insegnato a tutti, nessuno escluso, a riconoscere le note, a toccare i tasti e le corde giuste per creare un suono, e seppur alle prime armi, a leggere uno  spartito musicale, ma soprattutto lezioni che vanno oltre, parliamo di convivenza, ascolto reciproco, condivisione, tutte belle cose e tutte da vivere in un luogo, la scuola di musica,  dove le difficoltà si dimenticano, si lasciano fuori dall'ingresso del Parco delle Arti Musicali per sentirsi in pace, accolti in modo gentile, delicato, professionale ma tanto umano, dove si impara a suonare uno strumento sì, ma dove si riesce soprattutto a guardare il mondo con occhi più sereni, a credere che basta poco per essere felici e stare bene. Basta guardare questi bambini, i loro sorrisi, i loro abbracci  e possiamo dire a gran voce che il risultato è stato raggiunto. 

Miriana Lanetta

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