Lunedì 15 Dicembre 2025

Cultura

Kristine Maria Rapino e “Scialacca”, il suo nuovo romanzo, saranno a Lanciano sabato 15 novembre.

13/11/2025 - Redazione AbruzzoinVideo
Kristine Maria Rapino e “Scialacca”, il suo nuovo romanzo, saranno a Lanciano sabato 15 novembre.

L’iniziativa è promossa dall’associazione culturale donne “I colori dell’Iride” con il patrocinio del Comune e la collaborazione della Pro Loco.

Cos’è la Scialacca? Una parola che sorprende e incuriosisce per la difficoltà a comprenderne il significato che in questo caso è duplice, si riferisce alla fabbrica di fuochi d’artificio che ha sede in una cittadina della costa abruzzese e rappresenta pure un angolo dimenticato, un luogo abbandonato dove le cose perdute, i legami sospesi e irrisolti restano imprigionati. Ed è questo il senso del titolo che Kristine Maria Rapino ha scelto per il suo nuovo romanzo “Scialacca” edito da Sperling &Kupfer, che è già un successo e sarà presentato a Lanciano sabato prossimo 15 novembre nella sala Benito Lanci dell’ex Casa di Conversazione, alle 17.30. L’iniziativa che ha il patrocinio del Comune e degli Assessorati alla Cultura e alle Pari Opportunità, è promossa e organizzata dall’associazione culturale donne “I colori dell’Iride” con la collaborazione della Pro Loco. Per la scrittrice è la seconda volta a Lanciano. “Siamo davvero felici di questo ritorno dopo aver avuto quasi a battesimo il primo lavoro di Kristine dal titolo I fichi di Marzo,libro presentato da noi nel 2023 – sottolinea Patrizia Di Rocco presidente dell’Associazione – e sabato si tornerà ad ascoltare e a parlare di sentimenti, di quelli, forti, intensi, complessi a volte contraddittori e difficili da comprendere che abitano le famiglie. Pure stavolta la scrittrice racconta una storia importante, coinvolgente, dolorosa ma anche di rinascita. Per noi i libri rappresentano sempre l’opportunità di confrontarci con argomenti che vanno oltre le pagine di un bel romanzo come Scialacca”. La scrittrice indaga e approfondisce con un linguaggio delicato e allo stesso tempo potente, i sentimenti della famiglia Lomanaco, protagonista di una storia che cattura il lettore fino all’ultima pagina, grazie anche alla forza espressiva dei dialoghi, rappresentati con grande maestria. Un libro che si legge davvero d’un fiato dove i personaggi si muovono sorretti e guidati da passioni, dolori, convinzioni, segreti, bugie, desiderio di vendetta e richiesta di perdono, tra la necessità di ricordare e la voglia di dimenticare in un quadro dai tanti colori, dai tenui ai più accesi come quelli di una natura silenziosa, ma sempre presente. La storia: dopo quattro anni di assenza, Francesco torna nella casa di famiglia,i capelli lunghi, il corpo smagrito, porta con sé un bagaglio di silenzi, bugie e rimorsi. Al suo fianco c’è Aria, una ragazza albina, misteriosa ed enigmatica, alla quale è stato affidato il compito di aiutare Francesco nel suo percorso di disintossicazione, anche lei sembra nascondere un segreto doloroso. Alla gioia dei genitori, che accolgono Francesco senza fare domande, come il ritorno del figliol prodigo, riallacciando subito quel legame unico e speciale che unisce i genitori ai figli, si contrappone la manifesta ostilità di Gillo, il fratello maggiore, che non gli ha mai perdonato un tragico episodio del passato. Antichi rancori, parole taciute e un amore che ancora brucia si consumano nel piccolo centro rivierasco, sullo sfondo la fabbrica di fuochi di artificio che ha segnato il destino della famiglia. Kristine Maria Rapino, autrice, editor, docente di scrittura creativa dal 2017 presso la scuola Macondo di Pescara, ha studiato teatro e scenografia, moglie e mamma felice di una splendida bambina, vive a Chieti ma la sua famiglia ha origini lancianesi. Grazie alla collaborazione con Albinit, associazione che si occupa delle persone affette da albinismo, ha voluto parlare di questo regalandoci la bellezza delicata ed eterea di Aria la ragazza albina del romanzo, un esempio di inclusione e di speranza.

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