Ci sono vite che non finiscono mai, che continuano a respirare nelle pennellate di un quadro, nel silenzio di un colore che parla. È questo il dono che Giuseppina Palazzoli, artista raffinata e donna di sensibilità rara, ha lasciato ai suoi figli e a chi oggi sceglie di immergersi nel suo universo pittorico.
A tre anni dalla sua scomparsa, i figli Sara, Giulia e Guglielmo Lanza, hanno deciso di trasformare il dolore in bellezza, la mancanza in presenza, dedicandole una nuova mostra personale. Fino al 21 settembre, il suggestivo Auditorium Diocleziano di Lanciano accoglie un percorso che non è solo esposizione artistica, ma un viaggio interiore, dove il tempo si ferma e diventa una potente e per certi versi irrefrenabile emozione.
“La vita oltre le difficoltà, la libertà oltre gli ostacoli, la serenità oltre la sofferenza, l’affetto oltre le distanze, l’amicizia oltre l’assenza, l’amore oltre il tempo.” È con queste parole, scritte dalla figlia Sara e impresse accanto alla tela Oltre – dove un gabbiano solitario vola sopra il mare – che prende vita la terza mostra personale dedicata all’artista, parole che fanno fremere e commuovere le persone più sensibili e che fanno però bene al cuore.
Il tema scelto, “Il Tempo”, attraversa ogni tela. Non un tempo che consuma e cancella, ma un tempo che custodisce, che trattiene emozioni e ricordi, che diventa eterno nell’arte. Ogni quadro sembra sussurrare qualcosa, come se Giuseppina avesse imprigionato l’anima del tempo nei colori dell’olio. Era il suo linguaggio segreto. L’arte di Giuseppina non si limita a rappresentare: attraversa. Nei suoi dipinti si sente il respiro della natura, la forza del mare, il silenzio dei paesaggi che diventano specchio interiore. Capace di trasformare in colore le emozioni più intime, e oggi la sua voce continua a parlare attraverso la tela, superando la barriera dell’assenza.
Ma questa mostra è soprattutto un atto d’amore. Una esposizione curata in ogni suo dettaglio, la musica classica con le note intense ma delicate di un pianoforte, le installazioni di fiori che rimandano al tema del tempo, le immagini di vita che scorrono in fondo nel maxi schermo. I figli hanno voluto che la città, e chiunque entri all’Auditorium Diocleziano, potesse conoscere questa donna straordinaria e sentire la voce della loro mamma attraverso i suoi dipinti. In questo gesto c’è tutto: la gratitudine, la memoria e la volontà di rendere eterna la sua bellezza interiore.
Visitare la mostra significa dunque entrare in dialogo con lei, con la donna e con l’artista. E quando ci si trova davanti alle sue opere, il tempo smette di correre, si dilata, diventa luce e respiro. Perché Giuseppina Palazzoli è ancora qui, con il suo cappello di paglia intesta, nei suoi colori, nei suoi paesaggi, nella delicatezza delle forme. È ancora qui, viva in ogni pennellata, grazie a quei figli che hanno saputo trasformare il dolore in dono. Un dono che appartiene a tutti noi.
Miriana Lanetta
