Mercoledì 18 Febbraio 2026

Cultura

Cosmic School, quasi 90 classi e circa 1.800 studenti coinvolti nei primi due mesi del progetto

12/01/2026 - Redazione AbruzzoinVideo
Cosmic School, quasi 90 classi e circa 1.800 studenti coinvolti nei primi due mesi del progetto

Foto Liceo Albert Einstein di Teramo

Il percorso educativo, volto ad avvicinare la popolazione studentesca alle materie STEM, presenta i primi dati delle attività nelle classi. Tredici gli istituti coinvolti in Abruzzo, Basilicata e Campania

È molto positivo il bilancio dei primi mesi di Cosmic School, progetto che vede protagonisti enti di ricerca e formazione in 13 scuole di Abruzzo, Campania e Basilicata. Il percorso, selezionato e sostenuto dal Fondo per la Repubblica Digitale Impresa sociale, è stato lanciato al Gran Sasso Science Institute dell’Aquila lo scorso 10 ottobre e ha visto già l’avvicendarsi nelle classi di alcuni dei laboratori previsti.

I primi numeri di Cosmic School vedono la partecipazione di 1.817 studenti e studentesse delle 13 scuole superiori coinvolte, in centinaia di incontri e laboratori tematici. In particolare, sono partite le attività legate alla “introduzione alla fisica”, tenute da ricercatori e ricercatrici di Gran Sasso Science Institute, Gran Sasso Tech e Laboratori Nazionali del Gran Sasso. Esponenti delle stesse tre organizzazioni hanno tenuto anche incontri di orientamento legati alle carriere STEM, mentre i laboratori di citizen science, condotti dalla Fondazione Openpolis con il supporto dei docenti delle scuole coinvolte, hanno visto già 164 incontri con le classi.

Foto, Liceo Scientifico Vitruvio Pollione di Avezzano

 

A partire da ottobre sono poi stati realizzati 59 incontri del laboratorio “orientamento e competenze” e 120 dedicati alla sensibilizzazione sulle discriminazioni di genere nell’ambito STEM, compresi diversi interessanti confronti sul tema con docenti e genitori di ragazzi e ragazze che partecipano alle attività del progetto. In tutto sono 87 le classi interessate da Cosmic School, all’interno delle quali si è lavorato collettivamente sull’elaborazione di contenuti sul tema delle STEM, attraverso raccolte di dati sul campo, sondaggi nelle scuole e altre attività pratiche. Cosmic School è un percorso educativo volto ad avvicinare studenti e studentesse alle materie STEM (acronimo di Science, Technology, Engineering e Mathematics).

È fondato su due tipologie di attività: da un lato formazione e orientamento, dall’altro quelle volte alla costruzione di comunità di apprendimento e pratica. Partecipano per tutto l’anno scolastico in corso scuole abruzzesi (a L’Aquila, Pescara, Teramo, Avezzano, Sulmona, Vasto, Lanciano, Giulianova e Nereto), campane (Pompei) e in Basilicata (Potenza), supportate dall’Ufficio scolastico regionale dell’Abruzzo.

Istituto Superioe Statale G. Peano - G. Rosa di Nereto

 

“Il riscontro da parte di ragazzi, ragazze, docenti e genitori è stato positivo. C’è molto interesse rispetto alle attività e ai temi che affrontiamo, sia dal punto di vista della curiosità nell’apprendimento e nella conoscenza, che nella voglia di fare pratica”, afferma Vincenzo Smaldore, direttore dell’area istituzionale della Fondazione Openpolis e responsabile del progetto.

A gennaio riprenderanno gli incontri e aumenterà anche il livello pratico delle attività. L’obiettivo, infatti, è che studenti e studentesse di ogni scuola costruiscano il Cosmic Rays Cube, un rivelatore di raggi cosmici, sotto la direzione di scienziati e scienziate degli enti di ricerca partner. Una sfida ambiziosa che vedrà protagonisti studenti e docenti delle scuole coinvolte dal progetto.

Il Fondo per la Repubblica Digitale è una partnership tra pubblico e privato sociale (Governo e Associazione di Fondazioni e di Casse di risparmio – Acri), che si muove nell’ambito degli obiettivi di digitalizzazione previsti dal PNRR e dal PNC ed è alimentato da versamenti delle Fondazioni di origine bancaria, alle quali viene riconosciuto un credito di imposta. Il Fondo seleziona e sostiene progetti di formazione e inclusione digitale per diversi target della popolazione come NEET, donne, disoccupati e inattivi, lavoratori a rischio disoccupazione a causa dell’automazione, studenti e studentesse delle scuole secondarie di primo e secondo grado, operatori dell’economia sociale, persone detenute e in condizioni di vulnerabilità. L’obiettivo è sperimentare progetti di formazione e inclusione digitale e replicare su scala più vasta quelli ritenuti più efficaci in modo tale da offrire le migliori pratiche al Governo affinché possa utilizzarle nella definizione di future politiche nazionali.

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