Venerdì 07 Agosto 2026

Cronaca

Tekne, stipendi pagati dopo le proteste. La Fiom: «Bene l'emergenza superata, ma ora servono certezze sul futuro»

20/07/2026 - Redazione AbruzzoinVideo
Tekne, stipendi pagati dopo le proteste. La Fiom: «Bene l'emergenza superata, ma ora servono certezze sul futuro»

Il sindacato, dopo lo sciopero con assemblea, conferma l'accredito delle retribuzioni grazie a un trasferimento di 2 milioni di euro disposto da Nuburu. Restano però i timori sulla solidità del progetto industriale e si attende la decisione del Governo sulla Golden Power.

Si sblocca il pagamento degli stipendi dei lavoratori Tekne, ma la vertenza resta aperta. È questo il messaggio lanciato dalla FIOM CGIL al termine dello sciopero con assemblea che si è svolto oggi, lunedì 20 luglio, convocato dopo il mancato pagamento delle retribuzioni e le crescenti preoccupazioni sul futuro dell'azienda.

Il sindacato spiega di aver contattato immediatamente sia Tekne che Nuburu, richiamando entrambe al rispetto degli impegni assunti nelle scorse settimane durante un incontro ufficiale. In quella sede, infatti, Nuburu aveva garantito la copertura degli stipendi fino alla conclusione della procedura di Golden Power, promessa che fino a questa mattina non aveva ancora trovato riscontro. Nel corso della giornata è però arrivata la svolta. Nuburu ha comunicato di aver disposto un trasferimento di 2 milioni di euro destinato a garantire il pagamento delle retribuzioni e la normale prosecuzione delle attività aziendali. Successivamente, la direzione di Tekne ha confermato che i bonifici degli stipendi ai dipendenti sono stati effettivamente eseguiti.

Per la FIOM si tratta di «una notizia positiva», perché il pagamento degli stipendi rappresenta un diritto fondamentale dei lavoratori e consente di superare una situazione che stava mettendo in seria difficoltà molte famiglie. Il sindacato, tuttavia, invita a non abbassare la guardia. Secondo la FIOM, il versamento delle retribuzioni risolve soltanto l'emergenza immediata e non cancella le preoccupazioni legate alla situazione finanziaria di Nuburu e alla tenuta del progetto industriale.

«La FIOM ha il dovere di pretendere risposte», afferma il sindacato, sottolineando come sia indispensabile che le aziende coinvolte dimostrino con fatti concreti la sostenibilità del piano industriale e che il Governo eserciti pienamente il proprio ruolo di garanzia. Grande attenzione è rivolta ora alla seconda richiesta di autorizzazione nell'ambito della procedura di Golden Power, sulla quale è attesa nei prossimi giorni la decisione dell'Esecutivo. Un passaggio ritenuto decisivo per comprendere quale futuro attenda Tekne, azienda considerata strategica per il territorio, per il comparto della difesa e per l'interesse nazionale.

La FIOM richiama inoltre le indiscrezioni pubblicate il 3 luglio dal quotidiano La Stampa, secondo cui, oltre a Nuburu, ci sarebbe anche il forte interesse di un importante fondo statunitense nei confronti dell'azienda. Il sindacato conclude ribadendo che Tekne rappresenta «un patrimonio industriale, occupazionale e tecnologico» che va salvaguardato.

Per questo chiede al Governo decisioni rapide che garantiscano continuità produttiva, tutela dei livelli occupazionali e realizzazione degli investimenti annunciati, avvertendo che, in caso contrario, intensificherà le iniziative sindacali e istituzionali per difendere il futuro dell'azienda e dei suoi lavoratori.

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