Blitz dei Carabinieri nelle prime ore di oggi, 11 marzo 2026, a Roseto degli Abruzzi. I militari del Comando Provinciale di Teramo stanno eseguendo misure cautelari nei confronti di alcuni soggetti ritenuti, a vario titolo, presunti responsabili di una serie di reati che vanno dall’istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa alle lesioni personali, fino alla resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento, accensione pericolosa di fuochi, porto abusivo di armi e violazione del Daspo.
Le misure sono state disposte dal Gip del Tribunale di Teramo, su richiesta della Procura della Repubblica, nell’ambito di un’indagine che ha portato anche all’esecuzione di numerose perquisizioni a carico di altri indagati nello stesso procedimento. L’inchiesta è stata avviata dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Teramo dopo i gravi disordini avvenuti l’8 ottobre 2025, al termine della partita di basket tra Roseto e Pesaro. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, all’esterno del palazzetto dello sport tre auto dei Carabinieri impegnate nel servizio di ordine pubblico furono improvvisamente colpite da pietre lanciate da alcuni tifosi travisati con sciarpe, cappellini e cappucci.
In particolare, tre dei facinorosi avrebbero preso di mira l’auto dei Carabinieri della Stazione di Cellino Attanasio, frantumando il lunotto posteriore con oggetti contundenti simili a mazze, mentre i militari si trovavano ancora all’interno del veicolo. Le successive attività investigative hanno consentito ai Carabinieri di identificare diversi partecipanti al lancio di pietre, tra cui coloro che avrebbero materialmente danneggiato l’auto di servizio. Nel corso degli accertamenti sarebbe inoltre emerso che alcuni degli indagati avrebbero costituito un gruppo organizzato di ideologia di estrema destra, con l’obiettivo – secondo l’ipotesi investigativa – di incitare alla violenza per motivi razziali.
Gli stessi soggetti sarebbero sospettati di aver organizzato pestaggi ai danni di immigrati e persone di etnia rom, oltre a progettare azioni di rappresaglia nei pressi del Centro di accoglienza straordinaria (Cas) di Roseto degli Abruzzi. L’operazione è tuttora in corso e ulteriori dettagli potrebbero emergere nelle prossime ore con gli sviluppi dell’attività investigativa.
L'AGGIORNAMENTO
Aggressioni razziste, attacchi alle pattuglie dei carabinieri e propaganda neonazista. È questo il quadro emerso dall’indagine coordinata dalla Procura di Teramo che ha portato all’esecuzione di otto misure cautelari tra Roseto degli Abruzzi e Pesaro e a 17 perquisizioni domiciliari.
L’inchiesta, diretta dalla pm Enrica Medori e condotta dal nucleo investigativo dei carabinieri di Teramo, è partita dagli scontri dell’8 ottobre scorso all’esterno del PalaMaggetti durante la partita di basket tra Roseto e Pesaro. In quell’occasione alcuni tifosi, travisati con sciarpe e cappucci, lanciarono pietre contro tre auto dei carabinieri, danneggiandone una con mazze mentre i militari erano a bordo.
Le indagini hanno poi fatto emergere un gruppo che si identificava con i nomi “Gioventù fascista rosetana” e “Roseto Youth”. Secondo gli investigatori alcuni membri sarebbero responsabili anche di aggressioni ai danni di cittadini bengalesi e di atti vandalici contro il centro di accoglienza di Roseto.
Il presunto capo del gruppo, un ventenne soprannominato “il Duce”, è stato arrestato e portato in carcere. Durante le perquisizioni sono stati sequestrati i telefoni cellulari, all’interno dei quali gli inquirenti hanno trovato chat con immagini di Hitler, frasi razziste e incitazioni alla violenza. I 17 indagati, di età compresa tra i 19 e i 36 anni, risultano quasi tutti incensurati.
Miriana Lanetta
