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Cronaca

Sbarcati a Ortona i 68 naufraghi salvati da Emergency: 4 giorni in mare poi l'approdo

30/04/2026 - Redazione AbruzzoinVideo
Sbarcati a Ortona i 68 naufraghi salvati da Emergency: 4 giorni in mare poi l'approdo

Dalla zona SAR libica al porto abruzzese: tra i migranti anche minori e una donna al nono mese di gravidanza. “Cicatrici di torture e violenze”

Quattro giorni di navigazione, centinaia di miglia nautiche e un carico di storie che parlano di guerra, violenze e sopravvivenza. Sono sbarcati questa mattina nel porto di Ortona i 68 naufraghi soccorsi dalla nave Life Support di EMERGENCY nelle acque internazionali della zona SAR libica.

Le operazioni si sono concluse senza criticità intorno alle 11.20, segnando la fine di un viaggio iniziato tra paura e precarietà. I salvataggi erano avvenuti domenica scorsa, in due distinti interventi su gommoni sovraffollati e privi di qualsiasi dotazione di sicurezza. Imbarcazioni inadeguate ad affrontare il Mediterraneo, ma diventate l’unica possibilità per chi fugge.

Dopo le operazioni di soccorso, alla nave è stato assegnato il porto di Ortona, a circa 745 miglia nautiche di distanza: una scelta che ha inevitabilmente prolungato i tempi di permanenza in mare per persone già provate. A bordo, un’umanità fragile: 31 uomini, tra cui 16 minori non accompagnati e 2 minori con familiari, e 7 donne, tra le quali una al nono mese di gravidanza. Volti segnati da esperienze estreme, provenienti in gran parte da Bangladesh, Somalia, Sudan e Sud Sudan, Paesi piegati da conflitti, crisi climatica e povertà.

“Le persone soccorse hanno un lungo percorso migratorio alle spalle, molti portano le cicatrici delle percosse e delle torture subite nei centri di detenzione libici”, racconta Crescenzo Caiazza, medical team leader a bordo. Non solo segni visibili, ma traumi profondi: giorni senza cibo né acqua, abbandoni nel deserto, violenze sistematiche.

Tra le testimonianze raccolte, quella di un giovane sudanese che riassume il senso di una fuga senza alternative: “Ho lasciato il mio Paese per via della guerra. In Egitto e in Libia, se sei migrante, vieni privato di tutto”. Un racconto che prosegue tra arresti arbitrari, prigionia e ricatti: “Ti prendono, ti portano via tutto e chiedono un riscatto per liberarti”. E poi il mare, ultima frontiera. “Siamo partiti al buio su un gommone che abbiamo gonfiato noi. Entrava acqua, faceva freddo. Quando abbiamo visto la nave avevamo paura fossero libici. Solo dopo abbiamo capito di essere salvi”.

Con lo sbarco di oggi si chiude la 43esima missione della Life Support nel Mediterraneo centrale. Dal dicembre 2022, la nave di EMERGENCY ha soccorso complessivamente 3.510 persone.

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