Un bene sottratto alla criminalità organizzata che torna a svolgere una funzione pubblica. È questo il significato dell’inaugurazione avvenuta ieri mattina a San Salvo, dove il Comandante Regionale Abruzzo della Guardia di Finanza, Generale di Brigata Fabio Massimo Mendella, ha aperto ufficialmente i nuovi locali destinati al servizio alloggiativo del personale del Corpo.
Non una semplice inaugurazione, dunque, ma un passaggio che porta con sé il valore concreto della restituzione alla collettività di un patrimonio confiscato alla criminalità organizzata. Alla cerimonia hanno partecipato, tra gli altri, l’Onorevole Luciano D’Alfonso, il presidente della Provincia di Chieti Francesco Menna, il presidente del Tribunale Civile e Penale di Vasto Michele Monteleone e l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Ricerca industriale e Lavoro Tiziana Magnacca, il sindaco di San Salvo Emanuela De Nicolis, insieme a numerose autorità civili, militari e religiose.

A suggellare l’avvio ufficiale della nuova struttura è stato il taglio del nastro da parte del Prefetto di Chieti, Silvana D’Agostino. Prima della cerimonia, l’immobile era stato benedetto da don Raimondo Artese, parroco della chiesa di San Giuseppe. L’appartamento, recentemente ristrutturato, è entrato a far parte del patrimonio dello Stato a seguito di un decreto di confisca emesso dall’Agenzia Nazionale per l’Amministrazione e la Destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati alla Criminalità Organizzata (ANBSC).

Successivamente concesso in uso foresteria alla Guardia di Finanza, l’immobile si trova all’interno del residence “Shangrilà”, al civico 218 della Strada Statale 16. Si tratta di un appartamento di 54 metri quadrati, organizzato per garantire una sistemazione funzionale al personale del Corpo: dispone di due camere da letto matrimoniali, un soggiorno con angolo cottura e divano letto matrimoniale, un bagno, un balcone e un posto auto riservato all’interno del comprensorio.

Ma il valore dell’intervento va oltre la sua destinazione pratica. Nel suo discorso inaugurale, il Generale Mendella ha sottolineato proprio il significato della riqualificazione dell’immobile, indicandola come una concreta riaffermazione del principio di legalità. Un bene che era stato sottratto alla disponibilità della criminalità organizzata viene così trasformato in una risorsa al servizio dello Stato e di chi quotidianamente opera sul territorio. È il passaggio dalla confisca alla restituzione: un patrimonio che cambia destinazione e torna a produrre una funzione utile per la comunità.
