Rocca San Giovanni (Ch), 13 settembre 2025 – Cala il sipario, questa volta in via definitiva, sulla vicenda della discarica di amianto in località Fontanelli. Con una sentenza attesa da anni, il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso della società Rsg Srl, mettendo fine a ogni possibilità di riaprire il sito.
“Esprimiamo grande soddisfazione per questa decisione che scongiura una volta per tutte la riattivazione della discarica – commenta il sindaco Fabio Caravaggio –. È stata una lunga e complessa battaglia giudiziaria, vinta grazie a solide ragioni giuridiche e amministrative e, soprattutto, alla tutela dell’ambiente, dei cittadini e dell’intero comprensorio”.
"Una storia lunga trent’anni, come ripercorre il Comune in una nota : Il sito era stato aperto nel 1994 dalla società Smi Srl: inizialmente cava, poi discarica di inerti, fino a diventare deposito di materiali contenenti amianto. Alla fine degli anni Novanta la Regione smise di concedere autorizzazioni e l’area rimase inattiva, pur restando sotto monitoraggio. La svolta arrivò nel 2017, quando la società Rsg Srl presentò un progetto di “riqualificazione ambientale” che, in realtà, prevedeva il recupero della discarica con una capacità utile di 210mila metri cubi di rifiuti speciali. Dopo il rigetto del progetto da parte del comitato regionale Via nel 2018, la società presentò ricorso al TAR, per poi rivolgersi al Consiglio di Stato. Ora il no è definitivo.
La soddisfazione dell’amministrazione:“Si chiude un problema che ci trascinavamo dal 1994 – sottolinea il sindaco Caravaggio –. È stato evitato il pericolo di rimettere in funzione un sito che avrebbe rappresentato una minaccia per l’ambiente e per la salute della collettività. Continueremo a vigilare e chiediamo alla Regione di avviare le procedure per la chiusura definitiva dell’impianto”.
Sulla stessa linea il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici, Erminio Verì, che guarda al futuro: “Proponiamo la solarizzazione dell’area, con l’installazione di pannelli fotovoltaici flessibili. Una scelta che trasformerebbe un sito critico in una risorsa, favorendo la nascita di una Comunità Energetica Rinnovabile (CER) capace di portare benefici concreti alla comunità roccolana, che per anni ha convissuto con questa pesante eredità”.
