Lunedì 3 agosto erano state disposte per tutti misure cautelari del divieto di dimora a Lanciano e nell’intera provincia di Chieti. Il reato contestato è quello di rissa aggravata dall’uso di armi. Ieri mattina sono stati ascoltati in tribunale i cinque componenti di uno dei due nuclei familiari, assistiti dall’avvocato Vincenzo Menicucci. Il capofamiglia, 66 anni, ha risposto alle domande del giudice, fornendo la propria ricostruzione di quanto accaduto. Gli altri quattro indagati, di 28, 21, 20 e 19 anni, hanno scelto di non rispondere alle domande, rendendo tuttavia dichiarazioni spontanee.
Al termine dell’interrogatorio, il difensore ha chiesto la modifica della misura cautelare. Il giudice si è riservato la decisione. Stamane sarà invece ascoltato l’altro indagato, appartenente al nucleo familiare rivale e assistito dall’avvocato Alberto Paone. La violenta lite era scoppiata nel pomeriggio del 27 giugno, dopo un primo litigio avvenuto al mare, sulla costa di Rocca San Giovanni. Le due famiglie si erano poi ritrovate in via Sigismondi, a Lanciano, con l’intenzione, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, di chiarire la vicenda. Il confronto era però rapidamente degenerato, trasformandosi in una vera e propria guerriglia in strada.
Urla, aggressioni e colpi sferrati con mazze, coltelli e un martello avevano trasformato la zona in un teatro di violenza. A documentare quei momenti era stato un video, diventato rapidamente virale sui social e acquisito agli atti dell’indagine. Tra le immagini più impressionanti, quelle di un'auto lanciata a forte velocità che travolge una donna, rimasta fortunatamente quasi illesa. Ora, con gli interrogatori di garanzia, entra nel vivo la fase successiva all’applicazione delle misure cautelari, mentre la difesa attende le decisioni del giudice sulle richieste di modifica dei provvedimenti.
