Mercoledì 18 Febbraio 2026

Cronaca

Processo per l’uccisione dell’orsa Amarena, nuovo stop ad Avezzano

19/01/2026 - Redazione AbruzzoinVideo
Processo per l’uccisione dell’orsa Amarena, nuovo stop ad Avezzano

LNDC Animal Protection: “Delusi, ma pronti a proseguire la nostra battaglia di giustizia”

Nuovo rinvio per il processo sull’uccisione dell’orsa Amarena. L’udienza tenutasi oggi presso il Tribunale di Avezzano si è conclusa con un ulteriore stop a causa di un vizio procedurale, il secondo dall’avvio del procedimento. Una battuta d’arresto che allunga ancora i tempi di una vicenda che, a oltre due anni dai fatti, continua ad attendere giustizia. A esprimere profonda delusione è LNDC Animal Protection, che ribadisce però la propria determinazione a proseguire senza esitazioni la battaglia legale.

L’associazione ha confermato l’intenzione di costituirsi parte civile non appena il procedimento ripartirà. L’orsa Amarena, uccisa nel 2023, era un simbolo dell’Abruzzo e la sua morte scosse profondamente l’opinione pubblica, locale e nazionale. L’animale fu colpito a colpi d’arma da fuoco dall’imputato Andrea Leombruni, che le sparò dopo averla sorpresa nei pressi della propria abitazione, nonostante fosse accompagnata dai suoi cuccioli, ancora non pienamente autosufficienti. Il rinvio odierno è stato disposto a seguito di una nullità nel decreto di citazione a giudizio, un errore formale che ha imposto di fermare nuovamente il processo. Un passaggio che costringerà ora a ripartire dall’emissione di un nuovo decreto, ritardando ulteriormente l’ingresso nel merito dei fatti.

“Siamo profondamente amareggiati. Questo ulteriore rinvio rappresenta un duro colpo per chi chiede giustizia per Amarena e per tutti coloro che credono nella tutela reale della fauna selvatica”, ha dichiarato Piera Rosati, presidente di LNDC Animal Protection. “Errori procedurali di questo tipo rischiano di minare la fiducia dei cittadini e di svuotare di significato un processo che ha un enorme valore simbolico e giuridico”. L’associazione seguirà con la massima attenzione le prossime fasi dell’iter giudiziario, in attesa che venga fissata una nuova udienza, e conferma la volontà di portare avanti tutte le azioni difensive necessarie affinché vengano accertate le responsabilità penali per l’uccisione dell’orsa.

“La nostra battaglia non si ferma. Amarena merita giustizia e la sua morte non può essere archiviata tra ritardi ed errori. Continueremo a vigilare e a far sentire la nostra voce, in tribunale e fuori, perché la tutela della fauna protetta non resti solo un principio astratto”, conclude Rosati.

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