Si è chiusa nella tarda serata di ieri la complessa operazione dell’Aca per la sostituzione della vecchia condotta idrica “Giardino”, un’infrastruttura ormai obsoleta dopo oltre 80 anni di servizio. Un intervento atteso da decenni e portato a termine dopo una giornata intensa di lavori iniziati all’alba e proseguiti senza sosta.
Già nella notte sono partite le manovre di riapertura delle sorgenti e la progressiva reimmissione dell’acqua nelle condotte. Il ritorno alla normalità, però, non è ancora completo: l’erogazione sta riprendendo gradualmente in tutte le zone servite, ma per l’utilizzo in piena sicurezza bisognerà attendere l’esito delle analisi sulla potabilità, effettuate da Aca e Asl a scopo precauzionale.

Nel frattempo resta operativo anche per la giornata di oggi il Centro Operativo Comunale (Coc) di Pescara, attivo fino alle ore 21 e raggiungibile al numero 085 4283400, per fornire assistenza e informazioni ai cittadini. Durante le ore più critiche, segnate dall’interruzione dell’erogazione idrica che ha interessato Pescara e altri comuni del territorio, sono state numerose le richieste di chiarimento: solo nella giornata di ieri il Coc ha gestito 238 telefonate. I cittadini hanno chiesto soprattutto indicazioni sugli orari di ripristino, sull’utilizzo degli impianti di autoclave e sulla possibilità di usare l’acqua in presenza di pressione ridotta. Per far fronte all’emergenza, l’Aca ha inoltre predisposto diversi punti di rifornimento idrico sul territorio comunale: serbatoi di acqua potabile sono stati posizionati in piazza Italia, ai Colli (Largo Madonna dei Sette Dolori), in via San Luigi Orione, in piazza Duca degli Abruzzi e nei pressi dell’antistadio. Disponibile anche un’autobotte con acqua non potabile nella zona della stazione di Porta Nuova.

Il presidente del Consiglio regionale d'Abruzzo, Lorenzo Sospiri, ha ribadito come si sia trattato di un disagio temporaneo ma necessario: l’intervento, pur non realizzato direttamente nel territorio comunale, riguarda un sistema idrico più ampio e coinvolge complessivamente 19 comuni. Un passaggio fondamentale, ha sottolineato, per migliorare l’efficienza della rete e ridurre le perdite, ma anche un vero e proprio “stress test” per verificare la tenuta degli impianti cittadini, in particolare degli autoclavi. Ora l’attenzione è tutta rivolta ai risultati delle analisi: solo dopo il via libera ufficiale sarà possibile tornare a utilizzare l’acqua senza limitazioni. Fino ad allora, l’invito resta quello alla cautela.
