Diciassette giorni di lotta tra la vita e la morte, poi il tragico epilogo. È morto Andrea Carotenuto, 36 anni, originario di Scafati, in provincia di Salerno, rimasto gravemente ferito nel violento incidente stradale avvenuto lo scorso 21 aprile sulla strada statale 690 Avezzano-Sora, nel territorio di Balsorano. Il suo cuore ha smesso di battere dopo oltre due settimane di ricovero, aggravando il drammatico bilancio dello schianto che ora conta due vittime.
Carotenuto viaggiava a bordo di un’auto insieme a Biagio Liban Di Lallo, il giovane morto sul colpo nel terribile impatto contro un mezzo pesante lungo l’ex superstrada del Liri. Le condizioni del 36enne erano apparse fin da subito disperate e i medici hanno tentato in ogni modo di salvargli la vita, ma le ferite riportate nello scontro si sono rivelate troppo gravi. Sull’esatta dinamica dell’incidente sono ancora in corso gli accertamenti delle forze dell’ordine, impegnate a ricostruire quanto accaduto su una delle arterie più trafficate e purtroppo spesso teatro di tragedie.
Quello del 21 aprile, infatti, era stato il secondo grave incidente in appena ventiquattro ore sulla Ss 690. Il giorno precedente un altro schianto mortale aveva sconvolto la zona: un mezzo pesante era precipitato da un viadotto all’altezza di Civitella Roveto dopo aver sfondato il guardrail. In quell’incidente aveva perso la vita il conducente dell’autoarticolato, il 67enne Giuseppe Santavicca. Due tragedie ravvicinate che riaccendono i riflettori sulla sicurezza della Avezzano-Sora, strada già più volte finita al centro delle polemiche per la pericolosità di alcuni tratti e per i numerosi incidenti che negli anni hanno segnato quell’arteria.
