Domenica 07 Giugno 2026

Cronaca

Montesilvano, “Operazione Rider” dei carabinieri, minorenni usati come corrieri della droga in bici elettrica

13/09/2025 - Redazione AbruzzoinVideo
Montesilvano, “Operazione Rider” dei carabinieri, minorenni usati come corrieri della droga in bici elettrica

Tre arresti, due fratelli tunisini e un giovane montesilvanese. Coinvolti anche due ragazzi finiti in comunità: consegnavano marijuana, hashish e cocaina come fossero ordini a domicilio.

MONTESILVANO – Una vera e propria rete di spaccio, organizzata come un servizio di consegne a domicilio, ma con un dettaglio inquietante: ad essere utilizzati come “rider” della droga erano due minorenni. È quanto emerso dall’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Pescara insieme alla Procura per i Minorenni dell’Aquila, che ha portato oggi all’arresto di tre persone nell’ambito della maxi indagine denominata “Operazione Rider”.

All’alba i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Montesilvano hanno dato esecuzione a tre ordinanze di custodia cautelare emesse dal GIP del Tribunale di Pescara, dott. Gianluca De Rensis, su richiesta del Sostituto Procuratore dott. Andrea Varone. In manette sono finiti un giovane montesilvanese e due fratelli tunisini residenti a Pescara: per due di loro si sono spalancate le porte del carcere, mentre il terzo è stato sottoposto all’obbligo di dimora e presentazione quotidiana alla Polizia Giudiziaria. Parallelamente, nell’ambito della stessa inchiesta, la Procura per i Minorenni dell’Aquila ha disposto misure cautelari per due ragazzi, collocati in comunità già lo scorso 7 luglio 2025, su richiesta della dott.ssa D’Egidio.

Il nome dell’operazione non è casuale. I due minori, infatti, avevano il compito di effettuare le consegne di marijuana, hashish e cocaina su biciclette elettriche a noleggio. Una funzione determinante nell’organizzazione, che aveva ramificazioni lungo un’area vasta, da Teramo fino ad Ortona. Gli ordini arrivavano tramite una chat su Telegram, trasformata in un vero e proprio canale di distribuzione.

L’indagine ha preso avvio dopo l’arresto in flagranza, il 9 ottobre 2024, del giovane montesilvanese oggi nuovamente coinvolto. In quell’occasione i Carabinieri scoprirono che l’uomo prendeva in affitto garage per occultare ingenti quantitativi di droga: furono sequestrati 2,1 kg di marijuana e rinvenuti involucri vuoti riconducibili a circa 40-50 kg di sostanze stupefacenti. Dai telefoni sequestrati, grazie a foto e simboli sulle panette, fu possibile risalire a una fitta rete di traffico.

Ma quello, per gli investigatori, era solo il punto di partenza: le indagini successive hanno permesso di individuare i canali di approvvigionamento e di smistamento, con i minorenni impiegati in prima linea per raggiungere scuole e piazze di spaccio. L’organizzazione aveva stabilito regole precise: in caso di sequestro, i ragazzi dovevano consegnare subito ai “capi” gli atti redatti dalle Forze dell’Ordine; in caso di pioggia, erano gli adulti ad accompagnarli in auto, con l’istruzione di fingersi autostoppisti in caso di controlli.

Secondo le stime dei Carabinieri, lo smercio fruttava 50mila euro in appena due mesi, con oltre 22 kg di sostanze vendute. Cifre calcolate per difetto, sottolineano gli investigatori. Per gli indagati maggiorenni, le accuse sono di spaccio e detenzione ai fini di spaccio con l’aggravante di aver indotto minori a commettere reati, oltre a quella prevista dal Testo Unico sugli stupefacenti, quando la droga è destinata a soggetti di età inferiore ai 18 anni.

Un’inchiesta che mette in luce non solo il vasto giro d’affari del narcotraffico nel pescarese, ma soprattutto l’inquietante strategia criminale di sfruttare minorenni come “rider” della droga, trasformando le consegne a domicilio in un business milionario.

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