La Procura per i Minori dell’Aquila ha iscritto nel registro degli indagati sei adolescenti, di età compresa tra i 14 e i 16 anni, accusati di aver realizzato e diffuso immagini deepfake nelle quali il volto delle loro compagne di scuola veniva montato su corpi nudi generati tramite intelligenza artificiale, poi condivisi in chat e gruppi di messaggistica tra coetanei.
L’inchiesta ha preso avvio dopo la denuncia delle famiglie di due ragazze, insospettite dalla circolazione delle immagini manipolate. I Carabinieri hanno già proceduto al sequestro dei telefoni cellulari e all’audizione di numerosi minorenni come persone informate sui fatti.
Il reato contestato è quello previsto dall’articolo 600 quater 1 del Codice penale, che punisce la produzione e la diffusione di pornografia minorile anche quando il minore non è reale, ma ricreato digitalmente.
Le indagini sono ancora in corso e non si escludono ulteriori sviluppi, sia sul numero dei minori coinvolti sia sul percorso di diffusione del materiale nelle reti sociali scolastiche.
