Dalle prime luci dell’alba è in corso all’Aquila una vasta operazione antidroga che vede impegnati i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia dei Carabinieri del capoluogo abruzzese, impegnati nell’esecuzione di un’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale dell’Aquila.
Nel mirino degli investigatori tre organizzazioni criminali, ritenute paritetiche e cooperative tra loro, accusate a vario titolo di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti e detenzione illecita di droga in concorso. Secondo quanto emerso dalle indagini, i sodalizi avrebbero gestito un articolato traffico di cocaina sul territorio, al centro di un’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia dell’Aquila e portata avanti per oltre un anno dai militari dell’Arma. All’operazione stanno partecipando anche un equipaggio del 16° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Rieti, due unità cinofile antidroga del Nucleo Cinofili Carabinieri di Chieti e le Squadre di Intervento Operativo dell’8° Reggimento “Lazio” e del 10° Reggimento “Campania”.
I dettagli dell’attività investigativa e dell’operazione saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa convocata per le ore 11 presso il Comando Provinciale dei Carabinieri dell’Aquila, alla presenza del Procuratore Distrettuale Alberto Sgambati.
AGGIORNAMENTO
Un'operazione imponente, scattata alle prime luci dell'alba con il supporto di elicotteri e unità cinofile, ha inferto un colpo durissimo al mercato dello stupefacente nel capoluogo abruzzese. I Carabinieri della Compagnia di L'Aquila, su delega della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA), hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare smantellando tre diversi sodalizi criminali che, dal 2022 a oggi, collaboravano per gestire il monopolio dello spaccio di cocaina in città e nei comuni limitrofi.
L'indagine, ribattezzata significativamente “COCA DELIVERY”, era partita all'inizio del 2025 e ha permesso di scoperchiare un sistema di spaccio estremamente flessibile e studiato per eludere le indagini. I vertici dell'organizzazione reclutavano in Albania giovani incensurati, fatti arrivare in Italia come semplici turisti. Una volta a L'Aquila, i ragazzi ricevevano telefoni, auto a noleggio e alloggi in periferia per effettuare le consegne a domicilio. In caso di arresto, sfruttando la fedina penale pulita, tornavano rapidamente in libertà e rientravano in patria, venendo subito rimpiazzati da nuove leve.
Il bilancio finale dell'inchiesta fotografa un business di proporzioni enormi: quaranta indagati, 135 capi d'imputazione e un volume d'affari stimato in oltre 125.000 euro, grazie a migliaia di dosi di cocaina piazzate sul mercato a una rete di oltre cento clienti stabilmente identificati e segnalati alla Prefettura. Mentre i presunti membri della banda presenti in Italia sono stati catturati stamattina, per gli indagati che si trovano oltreconfine sono già state attivate le procedure di cattura internazionale.
