È stato attivato già dal 30 marzo, nel pieno dell’ondata di maltempo che ha messo in ginocchio il territorio provinciale, il Centro Coordinamento Soccorsi disposto dal Prefetto Silvana D’Agostino.
Un presidio operativo che ha riunito tutti gli attori della macchina dell’emergenza: sindaci, Protezione Civile regionale, forze dell’ordine, Vigili del Fuoco, Esercito, ARPA Abruzzo, 118, ANAS, insieme ai gestori dei servizi essenziali e ai referenti di Autostrade per l’Italia e FS Security. Una cabina di regia necessaria per fronteggiare una situazione critica su più fronti: viabilità compromessa, traffico ferroviario bloccato tra Fossacesia e Vasto Sud nella notte tra l’1 e il 2 aprile, e allerta sulle dighe di Bomba e Casoli, con il coinvolgimento anche del gestore Acea.
Le piogge incessanti hanno fatto salire oltre la soglia di allarme i fiumi Alento, Osento, Foro, Feltrino e Sangro, provocando frane, smottamenti e la chiusura precauzionale di ponti. Un quadro aggravato da allagamenti diffusi e da una rete viaria messa a dura prova. Numerose le arterie provinciali chiuse per cedimenti e dissesti: tra queste la SP 8, 9, 125, 212, 219, 119, 155 e 225. Allagamenti hanno imposto lo stop anche su tratti della SP 150, 64 e 124, mentre lo straripamento del fiume Treste ha reso impraticabile la SP 186. Non solo pioggia: la neve sui rilievi ha portato alla chiusura della SS 614 Maielletta e all’isolamento temporaneo di alcune frazioni nei comuni di Castiglione Messer Marino, Schiavi d’Abruzzo e Fraine.
Dighe sotto osservazione e supporto nazionale Massima attenzione anche sulle dighe: a Bomba è stato dichiarato lo stato di allerta per rischio idraulico a valle all’alba del 2 aprile, mentre a Casoli è scattata la fase di preallerta secondo il Piano Emergenza Dighe. Il 3 aprile è arrivato anche il supporto del Dipartimento nazionale di Protezione Civile, con una task force di esperti incaricata di definire le priorità per il ripristino della viabilità e affiancare i sindaci nelle misure urgenti, in attesa della dichiarazione dello stato di emergenza. Oggi la fase più critica può dirsi superata: i livelli dei fiumi sono rientrati e l’allerta sulle dighe è cessata. Ma il Centro Coordinamento Soccorsi resta operativo.
Sotto osservazione, ora, la tenuta dei servizi essenziali. In particolare, l’interruzione programmata della fornitura idrica da parte di ACA prevista per il 13 e 14 aprile, necessaria per lavori sull’acquedotto Giardino. Attenzione anche ai 15 comuni serviti dall’adduttrice del Sinello, gestita da SASI, danneggiata dal maltempo. Parallelamente, continua il monitoraggio della viabilità provinciale, con l’obiettivo di rimuovere ogni criticità e riportare il territorio a condizioni di piena sicurezza.
M.L.
