C’è un’immagine che più di tutte racconta la mattinata vissuta oggi 29 maggio 2026, a Lanciano: un piccolo palco davanti all’altare della chiesa dello Spirito Santo, nel cuore del quartiere Santa Rita, uno dei quartieri più difficili della città che però non si è mai arreso, seppur negli anni sia stato più volte ferito, ma i suoi residenti con dignità tengono duro seppur con una certa diffidenza nei confronti delle Istituzioni. E la chiesa non è stata una semplice scelta logistica, bensì un messaggio forte. Lo Stato ha deciso di esserci, di entrare in un luogo simbolo di una periferia troppo spesso finita sulle pagine della cronaca per droga, occupazioni abusive, violenza e tensioni sociali, per parlare direttamente ai giovani di legalità, coraggio e futuro.
È qui, in una chiesa, spesso rifugio di tante anime per trovare conforto nella loro paura di denunciare, di alzare la testa, di reagire, che si è svolto “Legalità, Modalità ON”, l’evento promosso dall’Osservatorio Regionale della Legalità della Regione Abruzzo insieme al Premio Nazionale “Paolo Borsellino”, al Comune di Lanciano e alla Parrocchia del Santo Spirito. Un’iniziativa nata per trasformare un quartiere fragile in un presidio di speranza e partecipazione civile.
A riempire la chiesa sono stati gli studenti della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo “G. D’Annunzio” di Lanciano, pronti ad ascoltare le massime autorità del territorio e con uomini che la lotta alla criminalità organizzata l’hanno vissuta sulla propria pelle. Tra loro il Generale Angiolo Pellegrini, storico collaboratore di Giovanni Falcone e protagonista degli anni più duri della guerra a Cosa Nostra. Ad aprire l’incontro i saluti del sindaco Filippo Paolini, della dirigente scolastica Anna Di Nizio, dell’assessore regionale Tiziana Magnacca e dell’arcivescovo Emidio Cipollone. Hanno partecipato/ il Questore di Chieti, Leonida Marseglia e i vertici provinciali e locali delle Forze dell'Ordine, la Garante Regionale per l'Inffanzia e l'Adolescenza, Alessandra De Febis, la Garante dei Detenuti della regione Abruzzo, Monia Scalera, Il confronto è entrato nel vivo con gli interventi del Prefetto di Chieti Silvana D’Agostino, di monsignor Nicola Giampietro, dell’assessore comunale Tonia Paolucci e del consigliere regionale e presidente dell’Osservatorio della Legalità Francesco Prospero.
«La vera legalità nasce dal cuore», ha detto il Prefetto Silvana D’Agostino che ha voluto scendere dal palco per guardare negli occhi i giovani rivolgendosi a loro con un linguaggio semplice ma diretto. «Le regole non limitano la libertà, ma servono a farci vivere bene insieme. La libertà termina dove comincia quella dell’altro».
Parole raccolte e rilanciate da monsignor Nicola Giampietro, parroco da anni impegnato nel quartiere Santa Rita: «La legalità è rispetto, responsabilità e coraggio di scegliere il bene anche quando è più difficile. È difendere chi è più debole e non voltarsi davanti alle ingiustizie». Un messaggio forte è arrivato anche dall’assessore alla Sicurezza Urbana Tonia Paolucci: «Le istituzioni siete voi ragazzi. Dovete imparare a confrontarvi con le forze dell’ordine e con chi lavora ogni giorno per il bene della città. Solo insieme possiamo costruire un quartiere migliore».
Il momento più intenso della mattinata è stato però il racconto del Generale Angiolo Pellegrini, uno degli uomini più vicini a Giovanni Falcone durante gli anni del Pool antimafia. Davanti agli studenti ha ricostruito il clima di paura che soffocava Palermo negli anni Ottanta: «Si sparava ogni giorno, esplodevano bombe e la gente viveva nel terrore». Poi il ricordo di Falcone e della rivoluzione investigativa che cambiò la lotta alla mafia: «Falcone capì che bisognava seguire il denaro. Entrammo nelle banche, sequestrammo conti correnti e assegni. Fu allora che la mafia comprese che lo Stato poteva colpirla davvero al cuore».Parole ascoltate in un silenzio raro, quasi sospeso, da ragazzi che hanno poi rivolto domande dirette al Generale, trasformando il convegno in un dialogo autentico tra generazioni.
A chiudere l’incontro il consigliere regionale Francesco Prospero: «La legalità non è una celebrazione astratta. È una scelta quotidiana che si costruisce con l’educazione, l’ascolto, la partecipazione e la presenza concreta delle istituzioni nei luoghi dove ce n’è più bisogno». E forse il senso più profondo della giornata è stato proprio questo: portare lo Stato nel cuore di una periferia ferita,ma soprattutto in una chiesa, un segnale potente di fede, comunità, onestà, pace e speranza, per far capire ai più giovani che il futuro non si subisce, ma si costruisce. Insieme ma nella legalità, nell'amore di se e del prossimo e che il male è la scelta che distrugge vite.
Miriana Lanetta
