L’Aquila, 16 Luglio 2025 – È finita in Croazia la fuga di T.A., cittadino albanese ricercato da mesi e destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per gravi violazioni della normativa sugli stupefacenti. L’arresto è stato eseguito nei giorni scorsi grazie a una complessa attività investigativa della Polizia di Stato italiana, in sinergia con le autorità croate e con il supporto del canale di cooperazione internazionale SIRENE.
La cattura rappresenta un altro colpo inferto alla rete criminale sgominata al termine di una lunga indagine, durata oltre due anni, condotta dalla Squadra Mobile e dalla Sezione Investigativa del Servizio Centrale Operativo (SISCO) de L’Aquila, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia e della Procura Generale presso la Corte d’Appello del capoluogo abruzzese. Al centro dell'inchiesta, una pericolosa organizzazione composta da cittadini albanesi, macedoni e italiani, che aveva messo in piedi un imponente traffico di cocaina.
L’operazione si era conclusa con l’arresto di 42 persone, l’esecuzione di 38 misure cautelari – 29 in carcere, 6 ai domiciliari e 3 con obbligo di dimora – e il sequestro preventivo di auto e moto utilizzate per le attività illecite. Cinque componenti del sodalizio criminale, però, erano riusciti a sfuggire al blitz, rifugiandosi nei rispettivi Paesi d’origine.
Negli ultimi mesi, grazie alla cooperazione internazionale, la Polizia di Stato ha rintracciato e arrestato tre di loro: due in Albania e, ora, uno in Croazia. Determinanti per la cattura di T.A. sono stati gli approfondimenti investigativi congiunti tra la Polizia italiana e quella croata, che hanno permesso di ricostruire nel dettaglio il percorso di latitanza del ricercato e di ottenere l’estensione europea del provvedimento cautelare. Una sinergia operativa che, ancora una volta, dimostra l’efficacia della cooperazione transnazionale nella lotta contro le organizzazioni criminali legate al narcotraffico.
