Sono ore interminabili per la famiglia di Diomede Barchiesi. Il 50enne di Lanciano è in coma farmacologico e lotta in un letto dell’ospedale di Pescara dopo essere stato colpito con un pugno mentre cercava di proteggere il figlio durante una lite avvenuta a Fossacesia sabato notte.
Per i suoi familiari sono giorni sospesi tra paura, dolore e speranza. La moglie, i tre figli e le persone che gli vogliono bene attendono ogni aggiornamento dei medici, aggrappati alla speranza che Diomede possa superare il momento più difficile.
Barchiesi, dipendente della Stellantis di Atessa, molto conosciuto e stimato a Lanciano e ad Altino, è stato sottoposto a due interventi chirurgici per rimuovere gli ematomi provocati dalla caduta. Dopo il pugno è infatti precipitato sull’asfalto, battendo violentemente la testa. Ora è in coma farmacologico, con prognosi riservata. I medici stanno lavorando per scongiurare il rischio di un danno secondario.
Intanto, fuori dall’ospedale e sui social, si moltiplicano i messaggi di affetto, le preghiere e gli incoraggiamenti. Una comunità intera si stringe idealmente alla famiglia, mentre tutti aspettano quel segnale che possa riaccendere la speranza.
Sul fronte delle indagini, è stato identificato e denunciato per lesioni gravi un 19enne di Fossacesia, che avrebbe sferrato il pugno a Barchiesi. La sua posizione resta legata all’evoluzione delle condizioni del 50enne.
I Carabinieri di Fossacesia e Ortona stanno ricostruendo l’esatta dinamica di quella notte. Nella zona non risultano telecamere e saranno quindi fondamentali le testimonianze delle persone che hanno assistito alla lite.
Ma in queste ore la cronaca lascia spazio soprattutto all’attesa. Quella di una famiglia che non vuole arrendersi e che aspetta di riabbracciare Diomede.
