Mercoledì 06 Luglio 2022

Cronaca

Lanciano, aggrediti in carcere due agenti della Polizia penitenziaria, la UILPA denuncia la carenza di personale

06/01/2022 - Redazione AbruzzoinVideo
Lanciano, aggrediti in carcere due agenti della Polizia penitenziaria, la UILPA denuncia la carenza di personale

Il segretario regionale Ruggero Di Giovanni: Abbiamo già sollecitato una rivisitazione completa dell'organizzazione del lavoro nel carcere di Lanciano, così da adeguare il carico di lavoro al personale effettivamente presente, auspichiamo l'apertura di un tavolo delle trattative entro metà gennaio".

Questa mattina nel carcere di Lanciano, durante le normali attività dell'istituto, un detenuto nella sezione quarantena, ha aggredito due agenti di Polizia Penitenziaria. Ad avere la peggio un Assistente Capo colpito in pieno volto da un pugno, ed è stato costretto a fare ricorso alle cure dei sanitari dell'ospedale di Lanciano, riportando un prognosi di 5 giorni, un altro agente invece se l'è cavata con un paio di occhiali rotti che, sicuramente, "sarà costretto a ripagare di tasca propria".

A comunicare l'ennesimo episodio di violenza avvenuto in un carcere abruzzese è la UILPA Polizia Penitenziaria Abruzzo. "Purtroppo – spiega il Segretario Generale Regionale, Ruggero Di Giovanni, in una nota – durante i giorni festivi le attività dell'istituto sono pressoché identiche a quelle degli altri giorni, tranne per il personale che, se normalmente è carente, nei festivi è ridotto ai minimi termini. Da troppo tempo lamentiamo carenza di personale ed un'organizzazione del lavoro non in linea con ne con le esigenze di sicurezza dei lavoratori ne con il corretto funzionamento del Carcere di Lanciano; è arrivato il momento di decidere sul futuro dell'istituto". Tuona il sindacalista.

"Eravamo convinti che gli addetti ai lavori, parliamo di dirigenti dell'amministrazione penitenziaria a vari livelli, avessero ben presenti le criticità relative alle “sezioni quarantena”, come quella dove è avvenuta l'aggressione, evidentemente non è così. L'episodio di stamattina – prosegue Di Giovanni – è senz'altro da imputare al fatto che il detenuto, proveniente da fuori regione ed assegnato a Lanciano per la prescritta quarantena, si è ritrovato a subire un isolamento pressoché totale in una sezione di isolati, che non permette la consueta gestione degli arrestati, se a questo aggiungiamo gli evidenti segni di squilibrio mentale che il detenuto aveva dato prima e durante l'arresto il quadro appare abbastanza chiaro, almeno a noi che in carcere ci lavoriamo".

"Dovrebbe far riflettere il dato di fatto che all'apertura del reparto di quarantena presso il Carcere di Lanciano il Provveditore Regionale, Dott. Carmelo Cantone, aveva garantito la chiusura di una sezione, poichè il nuovo reparto avrebbe visto l'impiego di più unità di quelle effettivamente a disposizione, ad oggi però abbiamo tutti i reparti aperti ed ancora meno agenti in servizio rispetto allo scorso anno. - continua la nota - I conti non tornavano allora e men che meno tornano adesso, e a rimetterci è sempre la Polizia Penitenziaria. - continua Di Giovanni che conclude - Abbiamo già sollecitato una rivisitazione completa dell'organizzazione del lavoro nel carcere di Lanciano, così da adeguare il carico di lavoro al personale effettivamente presente, auspichiamo che l'apertura di un tavolo delle trattative entro metà gennaio".

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