Lunedì 19 Aprile 2021

Cronaca

La Squadra Mobile dell'Aquila arresta una coppia per detenzione ai fini di spaccio di droga

02/03/2021 - Redazione AbruzzoinVideo
La Squadra Mobile dell'Aquila arresta una coppia per detenzione ai fini di spaccio di droga

I due italiani sono stati trovati in possesso di cocaina marijuana ed hashish

La Squadra Mobile  dell'Aquila ha tratto in arrest,o nei giorni scorsi, due cittadini italiani, il 54enne M.S. e la compagna A. R. 40enne, nella flagranza del delitto di illecita detenzione di sostanza stupefacente. In particolare, gli investigatori, grazie a mirati servizi di appostamento, hanno proceduto al controllo della donna che è stata trovata in possesso di circa 7 grammi di cocaina, già confezionata per lo spaccio.

La successiva perquisizione nella sua abitazione dove coviveva con il 54enne ha consentito di rinvenire e sequestrare altro stupefacente. Si tratta di 50 gr. di marijuana, 35 gr. di hashish e 1,5 gr. di cocaina, oltre a un bilancino di precisione e a materiale per confezionare la sostanza.

La coppia, su disposizione del P.M. dr. Guido COCCO, è stata posta agli arresti domiciliari. Successivamente, il GIP del Tribunale di L’Aquila, nel convalidare i due arresti, ha disposto l’applicazione della misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di L’Aquila e della presentazione giornaliera in Questura per la donna ., anche in considerazione dell’assenza di precedenti penali, mentre ha applicato a M.S. la misura della custodia in carcere, anche perché l’uomo aveva commesso i fatti mentre già si trovava in regime di arresti domiciliari. Il personale della Squadra Mobile, al termine delle formalità di rito, associava l’uomo presso il carcere romano di Regina Coeli, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

CONDIVIDI:

Potrebbero interessarti

Il Legale Sergio Della Rocca: “Siamo soddisfatti, nessun atteggiamento pregiudiziale”.

Il bilancio dei pazienti deceduti registra 17 nuovi casi. Scende di 12 unità il numero dei ricoveri in terapia intensiva.

I genitori della psicologa massacrata fino alla morte da Giovanni Iacone chiedono che venga annullata la sentenza della Corte d'appello che ha ridotto la pena da 30 a 17 anni.