PESCARA – Erogavano quantità inferiori di gasolio da riscaldamento – persino ai clienti pubblici – grazie alla manomissione dei contatori dei camion cisterna. Il carburante "risparmiato" veniva poi dirottato verso distributori locali, miscelato con il gasolio per autotrazione e rivenduto "in nero" per sfruttare la differente aliquota fiscale ed evadere le accise.
È quanto scoperto dal Gruppo della Guardia di Finanza di Pescara al termine di una complessa attività investigativa che ha disvelato un'associazione per delinquere dedita all'evasione fiscale tramite la cosiddetta "destinazione abusiva".
Il sistema truffaldino garantiva agli organizzatori un doppio vantaggio: da un lato, l'incasso in contanti e non tracciato dalle compravendite "in nero"; dall'altro, la totale evasione delle accise sui carburanti. Il gasolio da riscaldamento gode infatti di un'aliquota notevolmente inferiore rispetto a quello destinato ai veicoli su strada.
L'indagine dei finanzieri pescaresi si è conclusa con il deferimento all’Autorità Giudiziaria di 15 persone. Tra i reati contestati rientrano:
Sottrazione all'accertamento o al pagamento dell'accisa sui prodotti energetici (art. 40 D. Lgs. n. 504/1995);
Frode nelle pubbliche forniture (art. 356 c.p.);
Ricettazione (art. 648 c.p.);
Infedele e omessa dichiarazione fiscale (artt. 4 e 5 D. Lgs. n. 74/2000);
Autoriciclaggio (art. 648-ter.1 c.p.).
Nel corso dell'operazione, le Fiamme Gialle hanno inoltre eseguito un decreto di sequestro preventivo (finalizzato alla confisca diretta e/o per equivalente) che ha riguardato 4 autoveicoli di lusso, dal valore complessivo di circa un milione di euro, oltre a 4 automezzi aziendali della società coinvolta.
L'operazione condotta a Pescara si inserisce nel più ampio piano straordinario di vigilanza avviato dalla Guardia di Finanza – in collaborazione con il Garante per la Sorveglianza Prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy – per contrastare i fenomeni illeciti lungo l'intera filiera energetica.
Nel solo periodo compreso tra il 1° marzo e il 31 luglio 2026, i Reparti del Corpo hanno concluso su scala nazionale:
1.371 interventi sulle accise, con 265 persone denunciate, oltre 20 milioni di chilogrammi di prodotti energetici sequestrati e 6,5 milioni di chilogrammi di consumi in frode accertati;
3.428 controlli della trasparenza prezzi presso gli impianti stradali, con 2.279 violazioni contestate a 937 operatori per irregolarità nell'esposizione o difformità dei prezzi praticati;
Oltre 400 approfondimenti tra depositi fiscali e commerciali in attuazione delle misure per la stabilità del mercato introdotte dal decreto-legge 18 marzo 2026, n. 33 (convertito dalla legge 13 maggio 2026, n. 79).
