Una delle gestioni emergenziali più complesse vissute recentemente dalla rete autostradale italiana riceve oggi un tributo ufficiale di fronte al pubblico del Giro d’Italia. Gli operatori e i tecnici che lo scorso 7 aprile sono intervenuti sul dissesto idrogeologico di Petacciato, lungo la A14, vengono insigniti a Chieti dalla Polizia di Stato del premio "Eroi della Sicurezza".
Una cerimonia che accende nuovamente i riflettori su quanto accadde poco più di un mese fa nel tratto compreso tra Vasto Sud e Termoli. Su un territorio molisano e abruzzese, in quei giorni fortemente provato dal maltempo, con alluvioni, smottamenti, interruzioni ferroviarie e il crollo del ponte sul trigno, che ha visto la morte di un uomo precipitato con la sua auto nelle acque e ancora disperso, alle 11 del mattino del 7 Aprile un importante movimento franoso provocò profonde lesioni sull’autostrada Adriatica costringendo alla chiusura immediata della carreggiata.
Determinante il coordinamento operativo del Centro Esercizio di Pescara di Autostrade per l’Italia, che gestì le fasi più critiche dell’emergenza consentendo la riapertura del tratto in tempi più rapidi rispetto alle previsioni iniziali, il 9 Aprile, grazie alla realizzazione di una deviazione che consentì il transito in entrambe le direzione.

La decisione di chiudere la carreggiata venne presa quel giorno in pochi minuti, dal coordinatore del Centro Esercizio competente, Nicola Caravaggio, di Rocca San Giovanni, insieme alla polizia stradale, e in collegamento costante con il Centro Radio Informativo di ASPI. I sistemi di monitoraggio avevano rilevato movimenti anomali del terreno, così la decisione drastica ma provvidenziale che impedì di fatto la tragedia, infatti solo mezzora dopo comparvero le profonde lesioni sull'asfalto della carreggiata nord, fratture di 750 metri e oltre 1 km in carreggiata sud. La profondità delle spaccature raggiungeva un metro e venti nella carreggiata nord e circa 800 in quella sud.

Venne creata dunque, in collaborazione con la Polizia stradale una barriera mobile con due safety car che fermarono il traffico, non passò alcun veicolo e si salvarono delle vite.
Scattò così una corsa contro il tempo. Si attivò la task force composta da circa cento persone tra tecnici, geologi, ingegneri, operatori specializzati e agenti della Polizia Stradale, e oltre 40 mezzi. Giorni e notti di lavoro senza interruzioni per mettere in sicurezza l’area, monitorare l’evoluzione della frana e garantire percorsi alternativi agli automobilisti.


Oggi, a poco più di un mese da quell’emergenza, arriva dunque un riconoscimento pubblico che celebra non solo l’efficienza tecnica dell’intervento, ma soprattutto il lavoro silenzioso di chi, lontano dai riflettori, ha impedito che una grave criticità infrastrutturale potesse trasformarsi in tragedia.
Miriana Lanetta
