Le chiedono di salvare il figlio dalle responsabilità per un grave incidente. Le ordinano di consegnare tutto l’oro di casa a un “incaricato” dell’Arma. È il copione crudele del “finto incidente”, la truffa che colpisce gli anziani facendo leva sulla paura. Ma stavolta il piano si è spezzato davanti alla porta di casa. Gli agenti della Squadra Mobile e dell’U.P.G.S.P. della Questura di Pescara hanno arrestato un uomo di 48 anni e una donna di 29, entrambi disoccupati, di origine campana e già noti alle forze dell’ordine, per truffa in concorso.
Tutto inizia con una segnalazione al numero di emergenza: una figlia intuisce che la madre ultraottantenne è finita nella rete dei truffatori. In modalità viva voce ascolta la telefonata ancora in corso. Dall’altra parte un uomo si spaccia per carabiniere della caserma di Pescara e racconta di un grave incidente causato dal figlio della donna. Per “evitare conseguenze”, le intima di raccogliere tutti i monili in oro e consegnarli a un suo incaricato. Gli agenti arrivano mentre la conversazione è ancora attiva. Dopo pochi minuti qualcuno suona alla porta. Un uomo entra, ritira la busta con i preziosi. Ma ad attenderlo ci sono i poliziotti della Squadra Mobile che lo bloccano all’interno dell’appartamento. In strada, poco distante, le Volanti intercettano la complice in attesa a bordo di un’auto.
I due sono stati arrestati e trattenuti nelle camere di sicurezza in attesa della convalida della misura precautelare. La refurtiva è stata recuperata e restituita all’anziana vittima. Nel rispetto della presunzione di innocenza, la vicenda è ora al vaglio dell’autorità giudiziaria. Resta l’ennesimo campanello d’allarme: la truffa del “finto incidente” continua a colpire. E a puntare sempre sugli stessi bersagli, i più fragili.
