Un drone carico di droga e telefoni cellulari diretto all’interno della casa circondariale è stato intercettato nei giorni scorsi a Lanciano grazie all’intervento del personale della Polizia Penitenziaria in servizio nell’istituto. A rendere nota la notizia è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE), che ha espresso i propri complimenti agli agenti per l’operazione.
Secondo quanto riferito dal segretario locale del SAPPE, Piero Di Campli, il velivolo è stato individuato dal sistema antidroni installato presso la Casa Circondariale di Lanciano e dagli agenti impegnati nel controllo esterno della struttura. L’intervento tempestivo del personale ha permesso di bloccare l’operazione e di fermare il giovane che stava manovrando il drone, un ragazzo proveniente dalla Puglia, successivamente denunciato.
All’interno del dispositivo sono stati rinvenuti diciotto telefoni cellulari e una quantità di sostanza stupefacente che, se introdotta nell’istituto, avrebbe potuto alimentare traffici illeciti tra i detenuti e compromettere la sicurezza interna.
Sulla vicenda è intervenuto anche Donato Capece, segretario generale del SAPPE, che ha richiamato l’attenzione sul crescente fenomeno dei tentativi di introduzione illegale di droga e cellulari nelle carceri italiane. Secondo Capece è necessario contrastare con decisione questa illegalità attraverso strumenti tecnologici adeguati e un rafforzamento delle risorse umane a disposizione del sistema penitenziario.
Apprezzamento per l’operato degli agenti è stato espresso anche da Giuseppe Ninu, segretario nazionale del SAPPE per l’Abruzzo, che ha sottolineato la professionalità e la prontezza dimostrate dal personale della Polizia Penitenziaria di Lanciano. L’episodio, ha evidenziato, dimostra l’efficacia dei sistemi di sicurezza e dell’attività di vigilanza svolta dagli agenti, che hanno impedito l’introduzione di droga e dispositivi vietati all’interno dell’istituto.
Il caso conferma inoltre come i tentativi di introdurre oggetti proibiti negli istituti penitenziari avvengano sempre più spesso con modalità sofisticate, come l’utilizzo di droni. Per questo, conclude Capece, è necessario investire ulteriormente nelle tecnologie di contrasto e nel potenziamento degli organici, per garantire sicurezza all’interno delle carceri e tutelare il lavoro degli operatori penitenziari e l’intera collettività.
