Sono passati dieci anni dalla morte di Daniela Martorella, ma il suo ricordo è ancora vivo nella sua famiglia, negli amici e in quanti, da quella tragedia, hanno scelto di impegnarsi perché incidenti simili non accadano più. Daniela aveva 37 anni quando, il 1° settembre 2016, perse la vita in un grave incidente stradale causato dalla fauna selvatica. Viaggiava sulla Fondovalle Sangro di ritorno dal turno di notte in Sevel quando allo svincolo di Piane d'Archi la donna si è trovata di fronte due cinghiali e per evitarli ha invaso l'altra corsia schiantandosi contro un'altra vettura.
Era una madre, una lavoratrice, un’amica, una donna piena di energia e profondamente legata alla sua famiglia. La sua scomparsa ha lasciato un dolore enorme e ha acceso i riflettori su un problema che ancora oggi riguarda la sicurezza di molte strade. Da quella tragedia è nata l’Associazione Vittime Animali Selvatici “Daniela Martorella” (A.V.A.S.), che da dieci anni porta avanti un impegno civile per sensibilizzare sul fenomeno degli incidenti causati dalla fauna selvatica, sostenere le famiglie delle vittime e promuovere interventi di prevenzione. L’associazione vuole continuare a dare voce a chi non c’è più e a chi, dopo un incidente, si trova a dover affrontare conseguenze spesso drammatiche.
Un impegno che passa anche attraverso il supporto legale alle famiglie e la richiesta alle istituzioni di maggiore attenzione e sicurezza. «Continueremo ad impegnarci, in ogni sede, affinché tragedie come quella di Daniela non si ripetano», ribadisce l’associazione. Perché dietro ogni incidente ci sono persone, famiglie e vite che cambiano per sempre. A dieci anni di distanza, il modo più concreto per ricordare Daniela resta quindi quello di continuare a battersi per la sicurezza stradale, mantenendo alta l’attenzione su un problema ancora troppo spesso sottovalutato.

In occasione del decennale, domani, martedì 1° settembre alle ore 19, nella Chiesa di Santa Maria del Popolo a Bomba, sarà celebrata una messa in ricordo di Daniela. Una celebrazione per ritrovarsi nel suo ricordo, ma anche per rinnovare un impegno che dura da dieci anni: fare in modo che la sua tragedia possa servire a evitare che altre famiglie conoscano lo stesso dolore.
Miriana Lanetta
