Domenica 20 Settembre 2020

Cronaca

Chieti, truffa aggravata e falsità materiale aggravata, divieto temporaneo di esercitare per una ginecologa

13/08/2020 - Redazione AbruzzoinVideo
Chieti, truffa aggravata e falsità materiale aggravata, divieto temporaneo di esercitare per una ginecologa

I Carabinieri del NAS di Pescara, al termine di una complessa e laboriosa attività di indagine nel settore dell’attività della libera professione medica e della diagnostica, hanno segnalato, alla Procura della Repubblica di Chieti il medico chirurgo specialista in ostetricia e ginecologia

Deve rispondere dei reati di truffa aggravata e falsità materiale commessa dal privato in atto pubblico aggravata, un medico chirurgo specialista in ostetricia e ginecologia,con studio privato a Chieti e dipendente della ASL di Lanciano-Vasto-Chieti, alla quale i Nas, su ordine del Gip del tribunale di Chieti, hanno eseguito un'ordinanza che dispone l'applicazione della misura interdittiva di divieto temporaneo di esercitare l'attività professionale medica privata. Le indagini, condotte dai Carabinieri del Nas di Pescara nel periodo tra il 2016 e 2019, muovono da una querela sporta da una paziente la quale, già visitata in precedenza dall’indagata presso la struttura pubblica dove la dottoressa presta servizio, si era rivolta a lei per una visita di controllo presso il proprio studio privato di Chieti. Visita durante la quale la ginecologa aveva sottoposto la donna anche a tampone vaginale per il “pap test”, conseguendo il pagamento della relativa parcella. Proprio il ritardo dell’esito dell’esame del “pap test” ha costretto la paziente a contattare, reiteratamente, la ginecologa che, dopo vari solleciti, le ha trasmesso, attraverso l’applicativo “whatsapp”, l’immagine del referto, riportante l’intestazione di un laboratorio analisi sito nella città di Pescara. Una serie di errori presenti nel referto hanno fatto presagire alla paziente che vi fosse stato uno scambio di persona di qui la decisione di contattare direttamente il laboratorio analisi, dove la donna ha scoperto che il suo nominativo non era presente nell’elenco dei test analizzati e refertati da quella struttura. La paziente ha subito deciso di sporgere querela e dalla quale sono iniziate le indagini dei NAS di Pescara. I carabinieri sono riusciti a raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico dell’indagata, per analoghe condotte reiterate nel tempo. Attraverso le informazioni raccolte dalle persone informate dei fatti, la perquisizione locale eseguita nei confronti della ginecologa, la consulenza tecnica sul materiale informatico sottoposto a sequestro, i NAS hanno segnalato all’Autorità Giudiziaria numerosi episodi di falso, attraverso referti riportanti sia l’intestazione di un laboratorio analisi privato, che quella della UOC Anatomia Patologica dell’O.C. SS Annunziata di Chieti. Nei confronti dell’indagata, le cui condotte penalmente rilevanti sono riferibili sola alla propria attività libero-professionale e non a quella di dipendente pubblico, il GIP del Tribunale di Chieti ha emesso la misura del divieto temporaneo diesercitare la professione di medico ginecologo, nella sola modalità della libera professione, per la durata di 12 mesi.

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