Mercoledì 22 Luglio 2026

Cronaca

Chieti, salvato 50enne in shock cardiaco: intervento d'avanguardia con protesi che rimodella l'aorta

23/03/2026 - Redazione AbruzzoinVideo
Chieti, salvato 50enne in shock cardiaco: intervento d'avanguardia con protesi che rimodella l'aorta

Un delicato intervento di cardiochirurgia d’urgenza ha salvato la vita a un uomo di 50 anni, giunto in condizioni critiche all’ospedale di Chieti e ricoverato in Cardiochirurgia, diretta da Umberto Benedetto.

Il paziente, colpito da una dissezione aortica acuta di tipo De Bakey I — una delle patologie più gravi e a elevata mortalità del sistema cardiovascolare — è arrivato in struttura in stato di shock cardiaco.

L’equipe chirurgica ha affrontato l’emergenza con una procedura combinata di altissima complessità, che ha previsto la sostituzione dell’aorta ascendente e lo stenting dell’arco aortico e dell’aorta toracica discendente. La particolarità dell’intervento risiede nell'utilizzo della protesi AMDS (Ascending Stent Graft), un dispositivo di ultima generazione introdotto recentemente nella pratica clinica.

La tecnologia che salva la vita.

A differenza delle tecniche tradizionali, la protesi AMDS è progettata per indurre il rimodellamento dell'aorta. Il dispositivo facilita l’accollamento (la "riattaccatura") del lembo intimale dissecato, permettendo al sangue di tornare a scorrere correttamente nel lume vero del vaso e riducendo drasticamente il rischio di complicazioni a lungo termine, come la formazione di aneurismi post-dissezione.

"Si è trattato di un intervento estremamente rilevante e complesso - spiega Bruno Chiappini, responsabile della Chirurgia complessa dell’aorta nell’ambito della Cardiochirurgia di Chieti - , perché le condizioni del paziente erano disperate. Il cuore dell'intervento è stato l’impianto della protesi AMDS (Ascyrus Medical Dissection Stent), una tecnologia ibrida d'avanguardia progettata specificamente per le dissezioni di tipo DeBakey I. A differenza degli approcci classici, questo dispositivo non si limita a sostituire la porzione danneggiata, ma agisce attivamente sull'intera architettura dell'aorta. Grazie alla sua forza radiale, la protesi 'stira' e riattacca i tessuti lacerati, ripristinando immediatamente il corretto afflusso di sangue agli organi periferici e riducendo drasticamente il rischio di complicazioni a lungo termine, come la formazione di aneurismi post-operatori. L’impiego di questa nuova protesi rappresenta un passo avanti fondamentale: non ci limitiamo a gestire l'emergenza acuta, ma favoriamo una vera guarigione anatomica dell'aorta, prevenendo futuri interventi e migliorando radicalmente la prognosi del paziente”.

“L'operazione conferma la Cardiochirurgia di Chieti come centro di riferimento per il trattamento delle patologie aortiche complesse - sottolinea il Direttore generale della Asl Mauro Palmieri - capace di integrare tecniche chirurgiche classiche e soluzioni endovascolari d'avanguardia per gestire casi che, fino a pochi anni fa, sarebbero stati considerati inoperabili. Ancora una prova della qualità professionale dell’équipe del Direttore del Dipartimento Cuore Umberto Benedetto, che consolida il profilo di eccellenza conquistato con impegno costante”.

Il paziente è attualmente sotto monitoraggio e in perfetta ripresa.

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