Venerdì 07 Agosto 2026

Cronaca

Carceri, nuovo Provveditorato Abruzzo-Molise, il SAPPE lancia l’allarme: “Non nasca sulle spalle della Polizia Penitenziaria”

15/07/2026 - Redazione AbruzzoinVideo
Carceri, nuovo Provveditorato Abruzzo-Molise, il SAPPE lancia l’allarme: “Non nasca sulle spalle della Polizia Penitenziaria”

Il sindacato denuncia la carenza cronica di organici nelle carceri abruzzesi e chiede garanzie: “Servono più agenti, non nuovi tagli. Stop ai distacchi senza trasparenza”

Il nuovo Provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria Abruzzo-Molise può rappresentare un’opportunità per il territorio, ma non può diventare l’ennesimo peso scaricato sulle spalle della Polizia Penitenziaria. È questo il grido d’allarme lanciato dal SAPPE, Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, al termine della riunione convocata al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria per discutere dell’istituzione del nuovo PRAP.

Al centro del confronto, la preoccupazione per una situazione già definita critica: gli istituti penitenziari abruzzesi, secondo il sindacato, operano da tempo con organici insufficienti e con personale costretto a fronteggiare carichi di lavoro sempre più gravosi. «Il nuovo Provveditorato non può nascere impoverendo ulteriormente le carceri abruzzesi, già gravemente sottodimensionate», è la posizione ribadita dal segretario generale del SAPPE Donato Capece, intervenuto davanti al Vice Capo del DAP. Il timore del sindacato è che l’avvio della nuova struttura organizzativa possa comportare una sottrazione di risorse umane agli istituti penitenziari, compromettendo la funzionalità dei servizi e la sicurezza interna.

«Non possiamo accettare – sottolinea Capece – che la nascita del nuovo Provveditorato avvenga sottraendo personale agli istituti già allo stremo. Sarebbe una scelta miope che finirebbe per aggravare i carichi di lavoro e penalizzare un Corpo che continua a garantire legalità e sicurezza nonostante condizioni operative difficili e organici insufficienti». Il SAPPE punta inoltre il dito contro i recenti distacchi di personale presso il distaccamento di Pescara, chiedendo maggiore chiarezza sulle modalità adottate. «Le assegnazioni devono avvenire nel pieno rispetto delle regole, attraverso procedure trasparenti e imparziali. Ogni scelta diversa rischia di generare malcontento, sfiducia e di mortificare chi ogni giorno lavora negli istituti penitenziari con grande sacrificio», afferma il segretario generale del sindacato. A rafforzare la denuncia è intervenuto anche il segretario regionale SAPPE Abruzzo Ninu, che ha evidenziato come la regione sia già oggi tra quelle maggiormente penalizzate per quanto riguarda la disponibilità di personale. Secondo il sindacato, l’ipotesi di destinare 24 unità al nuovo PRAP senza un contestuale incremento degli organici attraverso la mobilità nazionale prevista per ottobre, rischierebbe di aggravare ulteriormente una situazione già delicata.

Per questo motivo il SAPPE ha chiesto al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria un impegno concreto affinché la prossima mobilità nazionale garantisca all’Abruzzo un numero adeguato di nuove assegnazioni, così da consentire l’avvio del Provveditorato senza compromettere il funzionamento degli istituti. «La Polizia Penitenziaria non può essere considerata un serbatoio da cui attingere personale per risolvere problemi organizzativi – conclude Capece -. Prima vengono la sicurezza delle carceri, l’efficienza del servizio e la dignità professionale delle donne e degli uomini del Corpo».

Il SAPPE annuncia quindi che continuerà a vigilare sull’attuazione degli impegni presi dall’Amministrazione, chiedendo che la nascita del nuovo PRAP sia accompagnata da un vero potenziamento degli organici e non da ulteriori sacrifici per chi ogni giorno opera nelle strutture penitenziarie abruzzesi.

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