Sabato 10 Ottobre 2026

Cronaca

Avezzano, scoperto centro estetico abusivo in casa: botulino e siringhe sequestrati dalla Finanza

06/07/2026 - Redazione AbruzzoinVideo
Avezzano, scoperto centro estetico abusivo in casa: botulino e siringhe sequestrati dalla Finanza

Denunciata una donna di nazionalità ucraina per esercizio abusivo della professione medica. Eseguiva trattamenti invasivi senza titoli né partita IVA.

Iniettavano botulino e acido ialuronico tra le mura domestiche, in un vero e proprio ambulatorio clandestino privo di qualsiasi autorizzazione sanitaria e fiscale. A scoprire il centro estetico abusivo sono stati i Finanzieri della Compagnia di Avezzano, che hanno denunciato la responsabile e sequestrato farmaci e attrezzature.

L'operazione è scattata al termine di una mirata attività di intelligence e di controllo economico del territorio. I militari, monitorando con attenzione anche il web e i principali canali social, hanno individuato il profilo di una donna di nazionalità ucraina che promuoveva online servizi per la persona e trattamenti di ringiovanimento della pelle e ridefinizione dei volumi del viso. Interventi che, per legge, richiedono un ambiente ambulatoriale protetto e competenze specialistiche.

I successivi accertamenti hanno infatti confermato i sospetti delle Fiamme Gialle: la donna era completamente priva dell'abilitazione all'esercizio della professione medica e gestiva l'intera attività in totale evasione fiscale.

Su disposizione della Procura della Repubblica di Avezzano, i finanzieri hanno fatto irruzione all'interno di una civile abitazione dove era stato allestito il finto studio. La perquisizione ha portato al sequestro di numerosi farmaci per iniezioni di botulino e fiale di acido ialuronico, alcuni dei quali importati dall’estero in violazione delle norme doganali e sanitarie. Tutta la strumentazione e i medicinali venivano utilizzati per trattamenti estetici invasivi, la cui esecuzione è rigorosamente riservata dalla legge a medici chirurghi specializzati.

L'intervento si è concluso con la denuncia della donna all'Autorità Giudiziaria per esercizio abusivo della professione (articolo 348 del Codice Penale). Alla stanza dell’appartamento utilizzata come clinica clandestina sono stati apposti i sigilli per impedire la prosecuzione dell'attività illecita.

L'operazione della Guardia di Finanza si inserisce nel quadro delle attività volte a contrastare l'abusivismo commerciale e a tutelare la concorrenza leale, ponendosi al contempo come un fondamentale presidio di sicurezza per la salute pubblica contro i rischi di trattamenti medici eseguiti da personale non qualificato.

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