Si è chiusa con l'arresto di quattro minorenni la complessa attività investigativa legata alla violenta rapina messa a segno lo scorso marzo ai danni di un supermercato nel pieno centro di Pescara. Gli agenti della Squadra Mobile e della Squadra Volante hanno dato esecuzione ai provvedimenti restrittivi nei confronti di quattro ragazzi, tutti di diciassette anni, ritenuti i presunti autori materiali del colpo.
L'assalto era stato fulmineo e mirato: la banda, agendo a volto coperto e armata di una pistola e di un manganello, aveva seminato il panico tra i presenti prima di fuggire con l'incasso. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni dell'Aquila, hanno subito una stretta accelerazione grazie alla minuziosa analisi delle immagini del sistema di videosorveglianza interno dell'esercizio commerciale. I filmati non solo hanno documentato le fasi concitate del colpo, ma hanno anche permesso di delineare il coinvolgimento a diverso titolo di altri due giovani, attualmente indagati a piede libero per complicità o supporto logistico.
A stringere definitivamente il cerchio attorno ai sospettati sono stati ulteriori riscontri emersi durante le perquisizioni domiciliari, ma un ruolo cruciale lo ha giocato la memoria storica e l'intuito del personale della Questura. Poche ore prima della rapina, infatti, i quattro diciassettenni erano stati intercettati in strada e monitorati sia dalla sala operativa che da una poliziotta libera dal servizio, la cui successiva intuizione e segnalazione si è rivelata determinante per la rapida identificazione dei responsabili.
Dopo la localizzazione da parte degli agenti, i quattro giovani arrestati sono stati rintracciati e trasferiti rispettivamente presso gli Istituti Penali Minorili dell'Aquila e di Roma-Casal del Marmo, dove restano a disposizione dell'Autorità Giudiziaria.
