Si stringe il cerchio attorno al gruppo criminale che progettava un clamoroso assalto a un portavalori lungo l’autostrada A1. Dopo il blitz del 18 marzo a Vignola (Modena), che aveva portato a 14 arresti e sventato l’azione, la Polizia ha fermato altri due presunti componenti della banda. I due uomini sono stati catturati nel pomeriggio di ieri a Cerignola, in provincia di Foggia. Si tratta di un 45enne, già noto alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio, e di un 36enne.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il primo avrebbe avuto un ruolo chiave nell’organizzazione del colpo: era presente a Vignola durante l’irruzione della Polizia ed era riuscito a sfuggire alla cattura in maniera rocambolesca. A lui viene attribuita la pianificazione dell’assalto, dai sopralluoghi fino alla preparazione operativa. Il secondo arrestato, invece, sarebbe stato responsabile della logistica: avrebbe individuato il campo utilizzato come base operativa dal gruppo e coordinato il reperimento di armi e mezzi rubati. Parallelamente, nella stessa giornata, le Squadre Mobili di Bologna, Chieti, Foggia e Modena, con il supporto del Servizio Centrale Operativo, hanno eseguito 16 misure di custodia cautelare in carcere, su disposizione del Gip di Bologna e su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. Per 14 indagati si tratta del rinnovo delle misure già emesse a Modena.
Un passaggio decisivo nell’inchiesta riguarda il riconoscimento dell’aggravante del metodo mafioso, contestata a tutti gli indagati. Una scelta che fotografa la pericolosità del gruppo e le modalità paramilitari con cui era stato pianificato il colpo. L’operazione conferma il livello di organizzazione della banda e la portata dell’assalto sventato: un’azione studiata nei minimi dettagli che, senza l’intervento tempestivo delle forze dell’ordine, avrebbe potuto avere conseguenze gravissime.
