Venerdì 14 Agosto 2026

Cronaca

Alpinisti dispersi in Nepal, continua la ricerca dello scalatore abruzzese Marco Di Marcello: gli sherpa non si arrendono dopo la tragedia sul Dolma Khang

09/11/2025 - Redazione AbruzzoinVideo
Alpinisti dispersi in Nepal, continua la ricerca dello scalatore abruzzese Marco Di Marcello: gli sherpa non si arrendono dopo la tragedia sul Dolma Khang

Sospese le operazioni ufficiali della squadra italiana: proseguono solo gli sherpa nel tentativo di recuperare i corpi di Di Marcello, Kirchler e Padam Tamang. Il dolore della famiglia teramana e il ricordo di Paolo Cocco, la prima vittima identificata.

TERAMO – Non si fermano le speranze né l’impegno per ritrovare Marco Di Marcello, il 37enne biologo e alpinista abruzzese disperso in Nepal dopo la valanga che domenica scorsa ha travolto la spedizione internazionale sul Dolma Khang, oltre i 5.400 metri di quota.

A una settimana dalla tragedia, le ricerche ufficiali del team italiano – composto tra gli altri da Manuel Munari, capo di Avia Mea e istruttore pilota, e da Michele Cucchi, guida alpina e soccorritore – sono state sospese a causa delle difficoltà tecniche e delle condizioni meteorologiche proibitive. Ma sulle montagne dell’Himalaya, a proseguire le operazioni, restano solo gli sherpa, che hanno scelto di non arrendersi e continuano a scavare nella neve e nel ghiaccio per recuperare i corpi di Di Marcello, dell’altoatesino Markus Kirchler e dello sherpa nepalese Padam Tamang.

La conferma arriva dalla Rolwaling Valley, attraverso le parole dell’himalaysta Davide Peluzzi, di Teramo, che quelle montagne le conosce bene e che ha condiviso con Marco numerose spedizioni. «Sono in contatto dal giorno della valanga con Tenjing Phurba, il leader di questa sfortunata spedizione – ha raccontato Peluzzi all’ANSA – e mi ha ribadito che la comunità nepalese è scossa. Per loro è una questione affettiva profonda: lì sotto ci sono fratelli. Marco, Padam, Markus non sono solo alpinisti, ma parte della loro famiglia. Non si fermeranno finché non li avranno trovati». Un legame che travalica le distanze e che commuove anche l’Abruzzo, dove la famiglia Di Marcello vive ore di attesa e di speranza.

«Eravamo certi che Phurba non avrebbe mollato – ha dichiarato il fratello Gianni Di Marcello – Lo abbiamo conosciuto e ospitato a casa nostra: sapevamo quanto fosse legato a Marco. Il suo impegno ci dà forza. Finché il rilevatore satellitare di Marco continuerà a inviare segnali, noi continueremo a sperare».

Un dolore che si intreccia al ricordo di Paolo Cocco, anche lui abruzzese, tra le prime vittime ritrovate e identificate della tragedia. Un giovane appassionato di montagna, ricordato da amici e compagni di cordata come un ragazzo generoso e determinato, che aveva fatto dell’Himalaya la sua grande sfida. ( fonte ANSA)

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