Una grave ed inaccettabile aggressione a sfondo razziale e omofobo ha sconvolto la comunità di Francavilla al Mare. Vittima dell'attacco M. Sanchez, un cuoco italo-dominicano di 26 anni, nato da padre teatino e madre caraibica, da anni perfettamente integrato nel territorio. I fatti si sono verificati nella tarda serata di venerdì, all'uscita dal ristorante in cui il giovane lavora.
Senza alcun pretesto o precedente attrito, il 26enne è stato preso di mira da un gruppo di clienti del locale che stavano festeggiando un compleanno: prima gli insulti e le minacce per il colore della pelle e la sua identità, poi l'aggressione fisica vera e propria da parte del branco. Sanchez ha riportato morsi, traumi cranici e la frattura di una mano, con una prognosi complessiva di 40 giorni rilasciata dai sanitari. A denunciare la gravità dell'accaduto è stato lo stesso giovane ai microfoni della Rai, nell'intervista rilasciata al giornalista Max Franceschelli per il Tg3 Regionale dell'Abruzzo, esprimendo profonda amarezza per un attacco subito da persone che conosceva già da tempo e che aveva sempre servito con grande cortesia.
Sulla vicenda è intervenuto ufficialmente il Presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, che ha rilasciato una dura nota di condanna riportata di seguito integralmente: «Esprimo profondo sdegno e la più ferma condanna per la grave aggressione avvenuta a Francavilla al Mare ai danni di un giovane cuoco italo-dominicano. A lui e alla sua famiglia rivolgo, a nome personale e dell’intera Regione Abruzzo, la più sincera vicinanza e l’augurio di una pronta guarigione. Nessuno deve sentirsi minacciato, umiliato o colpito per il colore della pelle, per le proprie origini o per qualunque altra ragione legata alla propria identità. Se le indagini confermeranno il movente razziale, saremmo di fronte a un fatto ancora più grave e intollerabile. Confidiamo pienamente nel lavoro dei Carabinieri e della magistratura affinché venga fatta rapidamente chiarezza e siano individuati tutti i responsabili. L’Abruzzo è una terra di accoglienza, rispetto e convivenza civile. Episodi di violenza e discriminazione offendono i valori della nostra comunità e vanno respinti con nettezza, senza ambiguità e senza alcuna giustificazione. Alle istituzioni spetta il dovere di fare fronte comune, sostenendo le forze dell’ordine e rafforzando ogni azione utile a prevenire odio, violenza e intolleranza».
M.L.
