Mercoledì 06 Luglio 2022

Cronaca

Lanciano, sferra violenti pugni al volto ad un 23enne provocandogli la frattura della mandibola, misura cautelare per un 15enne

22/04/2022 - Redazione AbruzzoinVideo
Lanciano, sferra violenti pugni al volto ad un 23enne provocandogli la frattura della mandibola, misura cautelare per un 15enne

L'episodio di violenza è avvenuto lo scorso Marzo in un Bar del Centro di Lanciano dove il minore e due amici maggiorenni hanno aggredito il giovane lancianese che a causa delle lesioni subite è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico al volto.

I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Lanciano hanno notificato ieri un ordine di esecuzione di misura cautelare nei confronti di un 15enne di Lanciano ritenuto il responsabile dell’azione violenta nei confronti di un 23enne, anche lui lancianese, che ha causato al giovane gravi lesioni che lo hanno costretto alle cure ospedaliere ad un delicato intervento chirurgico al volto.

L'episodio di violenza è  avvenuto intorno alla mezzanotte del 04 Marzo, in un bar del centro della città frentana. Il minorenne, che secondo quanto sarebbe emerso dalle indagini dei Militari dell'Arma, ha agito in concorso con altri due giovani maggiorenni, anche questi indagati, è indiziato di aver colpito il 23enne con micidiali pugni al volto provocandogli la frattura scomposta della mandibola nonché l’avulsione traumatica di alcuni denti con conseguente indebolimento permanente dell’organo della masticazione.

Le indagini autonomamente attivate dai militari della Compagnia di Lanciano, diretta dal Ten.Col. Vincenzo Orlando, grazie alla presenza di alcune telecamere site nelle adiacenze del locale, nonché a seguito di una precisa ricostruzione degli accadimenti suffragata da testimonianze inequivocabili, hanno permesso di individuare ed identificare con certezza i tre giovani che hanno preso parte, con azioni diverse, all’aggressione ed a segnalarli alle competenti autorità giudiziarie (minorile ed ordinaria). Nel corso delle verifiche è stato ricostruito che la vittima, mentre si trovava nel locale pubblico con alcuni amici, era stato spintonato volontariamente da uno degli indagati maggiorenni con il chiaro intento di cercare la lite, alla reazione istintiva del 23enne, che chiedeva al giovane il perché lo avesse urtato, lo avrebbe invitato ad uscire fuori per un chiarimento, ma appena all’esterno del locale la vittima è stata repentinamente aggredita con due violenti pugni al volto che gli hanno provocato la frattura scomposta della mandibola, motivo per il quale il giovane è stato trasportato d’urgenza all’ospedale di Pescara e sottoposto ad urgente intervento chirurgico maxillo facciale con una prognosi iniziale di oltre 40 giorni.

Qualche ora dopo l’aggressione, i tre indagati sempre secondo la ricostruzione dei fatti da parte dei Carabinieri, erano riusciti a contattare, attraverso i social network, i due amici della vittima e li avevano invitati a raggiungerli in un altro locale di Lanciano per discutere dei fatti accaduti poco prima. Giunti sul posto i due erano stati fatti salire a bordo di un’auto dove i tre indagati li hanno trattenuti per circa 20 minuti chiedendogli dapprima quali fossero le intenzioni del ferito rispetto ad una eventuale denuncia a loro carico, e successivamente minacciandoli di non denunciare l’accaduto alle Forze dell’Ordine prospettandogli brutte conseguenze.

"Il G.I.P. del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, nel riconoscere la compartecipazione criminosa tra i tre aggressori e le modalità strutturate della condotta, ha riconosciuto una spiccata gravità dell’azione criminosa posta in essere dal minorenne, - si legge nella nota del Tenente Colonnello Vincenzo Orlando, - che per le modalità esecutive delinea una particolare pericolosità sociale dello stesso che, nonostante la giovane età, non esita a fare ricorso ad atti di ingiustificata violenza per futili motivi, sottolineandone altresì la forte capacità intimidatoria espressa, coerente con contesti subculturali di tipo criminale. Altresì, il Giudice ha valutato sussistenti sia le esigenze cautelari che il pericolo di reiterazione ritenendo che l’allontanamento del giovane dal contesto abituale di vita, consente l’avvio in suo favore di un percorso educativo e risocializzante. Nella tarda mattinata di ieri, quindi, dopo la notifica del provvedimento restrittivo, il quindicenne è stato tradotto presso una comunità della Regione, in attesa dell’interrogatorio. Inoltre, a carico di tutti e tre gli indagati è stata inoltrata la proposta della misura di prevenzione prevista dal D.L. n.14/2017 (cd. DASPO Willy) poiché trattasi di fatti avvenuti in locale pubblico".

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