Lanciano ha festeggiato una delle donne che rappresentano le sue radici più belle. Ieri mattina il sindaco Filippo Paolini ha fatto visita a Rosina Ciccocioppo, per tutti nonna Rosina, che ha raggiunto il traguardo dei 95 anni, portati con la stessa grinta e dolcezza che hanno segnato tutta la sua vita.
Nata il 15 gennaio 1931 nella zona di Santa Liberata, nonna Rosina è una vera figlia di Lanciano: qui è nata, qui ha vissuto e qui ha costruito una storia fatta di lavoro, famiglia e dedizione agli altri. Il primo cittadino le ha consegnato una targa con gli auguri dell’Amministrazione comunale e dell’intera comunità lancianese, con l’auspicio di continuare a sentirsi circondata dall’affetto dei suoi cari e di restare punto di riferimento per le nuove generazioni.
Madre di sette figli e maestra di scuola materna, Rosina si emoziona ancora nel ricordare gli anni trascorsi tra i banchi, soprattutto nella scuola di Torre Sansone. I suoi occhi si illuminano parlando dei bambini, delle famiglie, di quell’energia quotidiana che trasformava l’insegnamento in una missione.

«I bambini mi volevano bene e mi ubbidivano perché io li facevo muovere, lavorare, giocare», racconta con una lucidità sorprendente e una voce che conserva dinamismo e passione.
Alla domanda su come riuscisse a conciliare lavoro e una famiglia così numerosa, nonna Rosina risponde con un gesto semplice, quasi stupito: la naturalezza delle donne di una volta, sostenute da una forza silenziosa, da una disciplina gentile e da un amore incrollabile per i figli.

«Gli anziani sono un faro per la società – ha detto il sindaco Paolini – un concentrato di dolcezza ed esperienza, esempio e memoria viva, una mano che ci guida lungo il sentiero della Storia».
E in quel sorriso di nonna Rosina, oggi come ieri, Lanciano riconosce se stessa.
