Venerdì 07 Agosto 2026

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18 anni di “Strade Sicure”: la testimonianza dalla base spaziale di Ortucchio

04/08/2026 - Redazione AbruzzoinVideo
18 anni di “Strade Sicure”: la testimonianza dalla base spaziale di Ortucchio

Un presidio a difesa della collettività e delle infrastrutture critiche: il racconto di una soldatessa abruzzese al servizio del Paese nella sua terra d'origine.

ORTUCCHIO (AQ) – Compie oggi diciotto anni l’Operazione “Strade Sicure”. Avviata il 4 agosto 2008 in virtù della Legge n. 125 del 24 luglio 2008, l’iniziativa vede l’Esercito Italiano condurre ininterrottamente sul territorio nazionale attività di vigilanza e prevenzione, operando in concorso e congiuntamente con le Forze di Polizia per il presidio delle aree metropolitane e dei punti sensibili della Nazione.

Attualmente l’Esercito schiera oltre 6.800 militari in 58 province italiane, coprendo circa 1.000 siti strategici. Tra questi rientra anche il Centro Spaziale di Ortucchio (Telespazio), in provincia dell'Aquila, infrastruttura di rilevanza globale per il controllo dei satelliti di telecomunicazione, navigazione (come la costellazione europea Galileo) e la gestione di missioni spaziali.

In occasione di questo importante traguardo, proponiamo l'intervista integrale a una donna ed eccezionale militare dell'Esercito Italiano, originaria della provincia dell'Aquila e appartenente al 9° Reggimento Alpini, attualmente impegnata nel dispositivo operativo a protezione del sito spaziale abruzzese.

L'Intervista

1. Oggi l’operazione “Strade Sicure” compie 18 anni: qual è l’impatto sul territorio?

«L’Esercito Italiano dal 4 agosto 2008, in virtù della Legge n. 125 del 24 luglio del 2008, conduce ininterrottamente sul territorio nazionale l’operazione “Strade Sicure”, a difesa della collettività, in concorso e congiuntamente alle Forze di Polizia per il presidio del territorio, delle principali aree metropolitane e per la sorveglianza dei punti sensibili.
Ogni giorno uomini e donne dell’Esercito operano per assicurare la protezione di luoghi molto frequentati della città trasformandoli in ambienti sicuri per residenti e turisti.
Attualmente, l’Esercito è presente in 58 province del territorio nazionale a presidio di circa 1.000 siti con oltre 6.800 militari. Siamo presenti nella città di Ancona con una pattuglia motorizzata che vigila sulle aree più sensibili.»

2. Lei è di origini abruzzesi ed è impegnata nell’operazione “Strade Sicure” per garantire la sicurezza presso Telespazio a Ortucchio. Prova un sentimento particolare a lavorare nella sua regione di origine?

«In realtà come militare sono stata impegnata più volte in operazioni internazionali e il mio approccio lavorativo è stato sempre improntato alla massima professionalità. Ma non nego che provo un grande orgoglio nel servire nella regione che mi ha dato i natali. Il sito che vigiliamo a Ortucchio è di importanza strategica visto gestisce il controllo di satelliti per telecomunicazioni e navigazione (come Galileo) e nella gestione di missioni spaziali e nell'intermediazione di dati televisivi e multimediali su scala globale.»

3. Durante il vostro servizio avete contatti con le Forze dell’Ordine?

«I militari impegnati in strade sicure operano costantemente con i colleghi delle Forze dell’Ordine, nell’ambito di attività che si prefiggono lo scopo di aumentare la sicurezza e legalità nella città. Durante questi 18 anni i rapporti si sono rafforzati con un'osmosi delle esperienze che ha accresciuto la capacità di intervento congiunto in modo esponenziale.»

4. Come percepisce la popolazione la vostra presenza?

«Il sito che vigiliamo non è frequentato da persone che passano nell’area se non in modo sporadico e, ovviamente, non è neppure un'area turistica, ma può capitare che qualche curioso o appassionato passi. Ma vivendo non molto distante da questa zona devo dire che la nostra presenza è molto apprezzata. Gli abruzzesi nutrono un grande affetto per i militari del 9° Reggimento Alpini. Mi capita spesso di ricevere attestazioni di stima per il lavoro che facciamo. Non nego che mi inorgoglisce non poco servire e sapere di essere utile per il nostro paese.»

5. Perché l’impiego dell’Esercito è così importante?

«L'Esercito è caratterizzato da grande flessibilità e dinamismo, che consente di adattarsi alle esigenze di sicurezza del territorio. Io personalmente ho operato sul territorio nazionale anche in situazioni emergenziali, come il terremoto di Amatrice, e devo dire che la nostra presenza è sempre calibrata sulle esigenze di sicurezza del momento. Nello specifico, l’impiego dell’Esercito nell’ambito dell’operazione “Strade Sicure” contribuisce alla difesa dei cittadini, garantendo una cornice di sicurezza per la prevenzione e il contrasto delle attività illegali.»

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