Media A proposito di… Macbeth; iniziativa del Fai in programma per il prossimo 10 agosto Eremo D'Annunziano S.Vito Chietino

Questi documenti non verranno visualizzati nel browser. Puoi scaricare e aprirli con l'applicazione adatta

A proposito di… Macbeth; iniziativa del Fai in programma per il prossimo 10 agosto Eremo D'Annunziano S.Vito Chietino /media/flashcomm?action=mediaview&context=normal&id=1642
Scarica
  • redazione redazione
  • 1460 media
  • Caricato 23 luglio 2013

23 luglio 2013. Ispirato alla tragedia di William Shakespeare, il monologo A proposito di Macbeth (2013) attualizza un personaggio che, solo in scena con i suoi rimorsi, dà voce a tutti gli altri personaggi. È un dramma dell’inconscio in cui forze di diversa natura si fronteggiano e il potere si trasforma in patologia dell’ambizione. Le streghe non sono altro che gli ‘scorpioni’ della mente. La scelta del male scaturisce dall’ambiguità, dall’autosuggestione con cui Macbeth sviluppa e difende la strategia della sopraffazione, credendosi beneficiario del potere in virtù di forze invisibili. Una riflessione sul male che vuole liberarci dal male, dando un’apertura alla speranza in un finale in cui il protagonista si trova solo ad affrontare le ombre della foresta. Attraverso spunti e interpolazioni personali, s’interagisce col messaggio del grande drammaturgo senza mai contraddirlo, anche quando, nel momento delle apparizioni, si attua una variante interpretativa. A questo punto, proprio per rendere attuale un soggetto già di per sé universale, s’inseriscono personaggi complementari in forma di proiezioni di quell’unica maschera che Macbeth indossa. Nel monologo, infatti, Macbeth vede se stesso, parla con se stesso, assiste alle visioni di un mondo vicino e lontano in cui si confonde con Erode, rievocando la Strage degli innocenti; si sorprende della spregiudicatezza di papa Alessandro il Borgia e dell’utilizzo che egli fa della religione come strumento di potere; ascolta Hitler in un discorso terrificante che lede ogni diritto umano; e accanto al Führer vede Stalin, la violenza nascosta dalla ideologia, il culto di una personalità di cui la storia è stata succube. E c’è il riferimento alle armi di distruzione di massa, al fungo atomico, alle ciminiere di un progresso irrispettoso della natura. Macbeth è in definitiva la violenza che si manifesta in chi acquista e vende potere, in chi raggira le regole della legalità per offrire illegalità. Una variante stimolata dallo stesso testo di Shakespeare, al quale ci si ricongiunge in un finale in cui la Foresta di Birnam diventa il simbolo della natura violata che si ribella. Un crescendo in cui l’espressione “Il bello è brutto e il brutto è bello”, con cui inizia il monologo e ne costituisce il Leitmotiv, trova la sua realizzazione ultima nell’essere e non essere del poeta che diventa la conditio

del nostro mondo, un mondo in cui spesso la finzione è scambiata per realtà e la realtà per finzione, in un dualismo che tuttavia non esclude, anzi auspica, una giustizia che trionfi sulle angherie del potere.
Matteo Summa, musicologo e scrittore, si è laureato in filosofia con una tesi in estetica musicale all’Università di Lecce e parallelamente si è diplomato in canto, musica corale e strumentazione per banda. Numerosi i suoi libri conosciuti in Italia e all’estero: Reminiscenze dal Don Giovanni (1991), in cui si sofferma sul rapporto tra eros e dramma in Mozart; L’enigma del buffo (1992), dibattito sull’opera buffa attraverso alcuni capolavori di Paisiello, Mozart e Rossini; Amor vuol sofferenza (1994), lettura dell’omonima commedia in musica di Leonardo Leo; Bravo Mercadante (1995), monografia su Saverio Mercadante; Ascolto e partecipazione (1996), la didattica e l’estetica in una riflessione sulla musica; Destati, o bruna (1998), lettura del dramma lirico Doña Flor di Niccolò van Westerhout; Note di Puglia (2005), volume che contiene articoli su Leo, Mercadante, Westerhout e Nicola Faenza. Sul versante didattico ha dato alle stampe: Viaggio con la musica (2002) e A tempo! (2003), raccolte a quattro mani per giovanissimi pianisti; Il giardino dei sogni (2004) e La fiera delle meraviglie (2006), fiabe musicali per le scuole primarie. In omaggio alle tradizioni e alla cultura del Salento vanno segnalati: Due canti latianesi (2005) e Scherzi d’ingegno (2006), per voce e pianoforte. Per la Casa Editrice Carabba ha pubblicato il romanzo Don Giovanni Altavilla (2011) e il saggio Don Giovanni (2012). Ha insegnato nei conservatori di Messina, Potenza e Foggia. Dal 2011 è titolare della cattedra di storia della musica al Conservatorio “U. Giordano” di Foggia, sede di Rodi Garganico.



Casa Editrice Rocco Carabba

Una grande e gloriosa casa editrice, presente nel panorama culturale italiano e mondiale dal 1878, offre al pubblico dei lettori e al mercato editoriale opere prestigiose sul solco di una grande eredità spirituale e in nuovi e ambiziosi progetti editoriali. Alla casa editrice Carabba legano a vario titolo il proprio nome Gabriele d’Annunzio, Giovanni Papini, Salvatore Di Giacomo, Luigi Pirandello, Matilde Serao, Giuseppe Prezzolini e tanti altri autori di prestigio del panorama nazionale e internazionale. L’attività editoriale della Carabba, con la presidenza del dott. Antonino Serafini, presta inoltre particolare attenzione ad autori emergenti e a problematiche storiche e poetiche del nostro tempo, colte con sensibilità e originalità.






Posizione:
Tag:
Categorie: Eventi, Informazione

Video CMS powered by ViMP (Ultimate) © 2010-2019